L’8 marzo è simbolo di donne e diritti, ma la mimosa da sola non basta. Servono consapevolezza, azioni concrete e prese di posizione decise. Applaudire non cambia nulla se le decisioni importanti restano in mano ad altri. A Vicenza le donne ci sono: dirigono aziende, guidano industrie, piccole e medie imprese, agricoltura, commercio, insegnano, curano la salute. Molte svolgono anche un lavoro silenzioso ma cruciale: assistono figli, genitori anziani o parenti con bisogni speciali. È un impegno che regge famiglie e società, ma spesso resta invisibile a chi decide politiche e investimenti.
Alcune aziende hanno fatto passi concreti: asili aziendali, welfare, flessibilità, strumenti per conciliare lavoro e famiglia. Bene. Ma troppe continuano a trascurare le donne, escludendole dalle decisioni che contano davvero. Il gender gap non è sparito e la conciliazione lavoro-famiglia resta un miraggio. Chi si accontenta dei gesti simbolici si illude: il talento femminile viene ancora sottovalutato, spesso pagato meno e raramente ascoltato dove si decide.
“Molte aziende hanno fatto passi avanti, ma troppe continuano a ignorare le donne nelle scelte strategiche. Valorizzarle non è un’opzione: è una responsabilità concreta di imprese e istituzioni ed è un dovere per tutto il Paese”, afferma Chiara Senni, segretario provinciale di Noi Moderati a Vicenza. Le leggi aiutano. La Golfo-Mosca ha rafforzato la presenza femminile nei consigli di amministrazione. La Legge 119/2013 punisce severamente chi maltratta o uccide le donne. Ma le norme da sole non bastano. Senza cultura, senza organizzazione, restano carta. Troppe aziende e troppe istituzioni sembrano credere che basti inserire quote rosa, ma così non è.
La responsabilità non è solo italiana. In Iran, donne coraggiose lottano ogni giorno per libertà e diritti fondamentali pagando un prezzo altissimo. La loro determinazione ricorda che la parità non è mai acquisita. Chi pensa il contrario dorme sonni tranquilli a sproposito. Oltre le mimose c’è da fare sul serio: investire in servizi, pari opportunità, meritocrazia e sostegno alla famiglia. Non è simbolico: è sviluppo, civiltà e responsabilità di istituzioni, imprese e cittadini, tutti i giorni.








