di Lucas Casati
Il verdetto della Commissione Europea è definitivo: il Bosco delle Querce di Seveso e Meda è
ufficialmente insignito del Marchio del Patrimonio Europeo.
Si tratta del riconoscimento di un luogo che ha saputo trascendere il proprio confine geografico per
farsi pilastro della storia, della cultura e dell’integrazione dell’Unione.
Primo sito in Lombardia a fregiarsi di tale titolo, il parco entra di diritto nella rete dei luoghi
simbolo della memoria e dell’identità civile europea.
Questo traguardo giunge alla vigilia del cinquantesimo anniversario di quel tragico 10 luglio 1976,
quando il disastro dell’ICMESA creò una devastante catastrofe ambientale ed umana.
L’illusione di un progresso industriale privo di responsabilità, con effetti disastrosi.
La nube tossica che allora devastò suolo e salute è oggi il seme da cui è germogliata una nuova,
incrollabile coscienza ambientale.
Il Bosco delle Querce non è solo un’area verde di oltre 42 ettari; è la prova vivente che anche dalla
ferita più profonda può nascere un esempio virtuoso di rigenerazione.
Valorizzare il verde locale è un imperativo etico e politico.
Come sottolineato dalle massime istituzioni regionali, la tutela del territorio è diventata la bussola
dell’azione di governo, integrando la sostenibilità come colonna portante di ogni decisione.
L’impatto di Seveso ha travalicato i confini nazionali, dando vita alle “Direttive Seveso”, pilastri
della legislazione comunitaria in materia di sicurezza industriale.
Oggi, quel terreno un tempo contaminato è uno spazio di educazione, consapevolezza e
partecipazione.
La cerimonia di consegna del Marchio, prevista a Bruxelles il 22 aprile 2026, segnerà l’inizio di una
nuova era per questo luogo.
Il Bosco delle Querce si erge ora a custode della memoria, trasformando una delle pagine più
drammatiche della nostra storia in un riferimento europeo per la prevenzione e la sostenibilità.
Salvaguardare questo polmone verde significa onorare il passato e, soprattutto, garantire un diritto
alle nuove generazioni: quello di vivere in un mondo dove la natura è un ospite da rispettare, ed è la
base della nostra civiltà.








