di Valentina Besana
Ad Arona la memoria urbana diventa immagine viva. È stata inaugurata sabato 14 marzo, negli spazi della Biblioteca Civica, la mostra fotografica “Arona: frammenti dal passato”, promossa dal Foto Club Arona in occasione dei suoi quindici anni di attività.

Si tratta di un progetto che unisce ricerca storica, sensibilità fotografica e strumenti digitali, offrendo al visitatore un modo diverso di osservare la città. Il cuore della mostra, infatti, non è il semplice accostamento tra fotografie di ieri e di oggi, ma la loro sovrapposizione visiva: un lavoro che mette in dialogo epoche differenti all’interno della stessa immagine, facendo emergere con immediatezza i cambiamenti architettonici, urbanistici e perfino sociali di Arona.
L’idea nasce da Enrico Caccia ed è stata sviluppata con il sostegno del gruppo e con la collaborazione dello storico Giovanni Di Bella. Il risultato è un percorso che non si limita alla nostalgia, ma invita a leggere il tempo come stratificazione: le vecchie prospettive, le facciate, gli spazi pubblici e le vie del centro riaffiorano dentro la città contemporanea, mostrando ciò che è rimasto e ciò che invece è cambiato profondamente.
Presente all’inaugurazione anche l’assessore alla conservazione e valorizzazione dei beni storici Davide Casazza, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa, ringraziando il presidente del Foto Club Arona Marco Mario Ferrari, tutti i soci, il professor Di Bella, il gruppo “Sei di Arona se”, chi ha curato editing e impaginazione e lo staff della biblioteca. Con lui erano presenti anche la vicesindaco Marina Grassani e il consigliere Francesco Provicoli.


Dalle tavole esposte emerge anche il lavoro tecnico che sta dietro al progetto: dalla digitalizzazione delle immagini storiche al loro restauro, fino allo studio dell’inquadratura attuale e alla composizione finale. Un processo accurato che trasforma la fotografia in uno strumento di racconto storico, ma anche in un mezzo capace di rendere visibile il rapporto tra permanenza e trasformazione.
Alcune opere colpiscono proprio per questo effetto di “ponte temporale”, il passato non viene relegato a documento separato, ma entra nel presente, lo attraversa e lo interroga. Ne nasce una lettura della città particolarmente efficace, perché immediata anche per chi non possiede conoscenze storiche specifiche. Basta uno sguardo per cogliere come siano mutati gli spazi, la viabilità, gli edifici e il modo stesso di vivere Arona.
La mostra resterà allestita fino al 28 marzo nei locali della biblioteca comunale. È un’occasione interessante non solo per gli appassionati di fotografia, ma per chiunque voglia osservare Arona con occhi diversi, non come immagine ferma, ma come città che cambia, conserva tracce e continua a raccontarsi.

Nota su Arona
Affacciata sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, Arona è da secoli uno dei centri più significativi del Verbano, luogo di passaggio, commerci e incontri tra territori diversi. La sua storia è legata alla posizione strategica sul lago e al ruolo svolto nei secoli da grandi famiglie che ne hanno segnato l’identità, a partire dai Visconti e poi dai Borromeo, che contribuirono profondamente alla sua fisionomia storica e culturale. Tra le immagini simbolo della città restano la Rocca di Arona, memoria storica del suo passato, e il legame con San Carlo Borromeo, figura centrale della tradizione religiosa e civile locale. Ancora oggi Arona conserva questa duplice natura: città viva e dinamica, ma anche custode di una memoria urbana che continua a emergere nelle sue piazze, nelle sue vie e nei suoi scorci più riconoscibili.









