ARTE – A Vimercate la Mostra “Il Divino Raffaello. La dama col liocorno”. 

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LE DAME. ERMELLINO O LIOCORNO?
di Silvia Distaso 

Al Must di Vimercate si è inaugurata la straordinaria esposizione di un dipinto che porta con sé una storia tutta da raccontare. 

Il quadro  Dama col Liocorno, meno celebre della Dama con l’Ermellino di Leonardo,  è giunto a noi tardi rispetto alla sua nascita, 1500 circa, perché nascosto nei labirinti di una famosa collezione d’arte. Restò negli inventari della collezione Borghese per secoli senza che nessuno lo notasse, grazie allo strumento giuridico del fedecommesso, una disposizione con cui nel testamento il testatore impone all’erede l’obbligo di conservare i beni.  

Nel 1833 venne riconosciuto con certezza per la prima volta: inizialmente lo si identificò appartenente alla scuola di Perugino. Si ipotizzò raffigurasse una Santa Caterina di Alessandria con i suoi attributi iconografici: la ruota dentata e la palma del martirio, ma la sovrapposizione di colori spinse i critici a svolgere ulteriori indagini. Dalle radiografie eseguite emerse un’altra verità: sotto la ruota si vede un liocorno e il manto della dama nasconde un panorama sullo sfondo. Nel 1960 altre radiografie fecero emergere sotto l’unicorno la presenza di un cane.

Esistono molte incertezze riguardo alle circostanze, alla committenza e al personaggio per cui fu eseguito il ritratto originale, ma la critica in generale concorda sull’attribuzione a Raffaello Sanzio e la dama si ipotizza sia Maddalena Doni già ritratta dal fiorentino insieme al marito Agnolo Doni.

Quando si osserva la Dama col Liocorno non si può non pensare all’altra Dama. Si tratta, infatti, di due ritratti rinascimentali straordinari che dialogano tra loro per composizione, simbologia e storia. È molto probabile che Raffaello conoscesse il modello leonardesco e vi si sia ispirato per la posa a tre quarti e l’impostazione del ritratto della donna. Leonardo però introduce una duplice rotazione (busto a sinistra, testa a destra) che dà senso di movimento mentre Raffaello dipinge la nobildonna più frontalmente inserendola in un loggiato tra due colonne rispettando un certo equilibrio formale. Gli animali rappresentano virtù diverse: l’ermellino la purezza d’animo, l’onore; l’unicorno è simbolo tradizionale della castità verginale. 

Differenze evidenti riguardano la tecnica pittorica, ove Leonardo non utilizza linee di contorno nette ma il suo celebre sfumato, i contorni della dama di Raffaello sono, invece, più nitidi, puliti, esaltati dalla brillantezza dei colori: rosso delle maniche e biondo dei capelli.

Sono state le radiografie a manifestare i veri soggetti presenti nei dipinti: per Leonardo non il fondo oscuro ma una finestra, per Raffaello non la ruota dentata ma il liocorno e sotto il liocorno il cagnolino, simbolo della fedeltà coniugale.

L’esposizione dell’opera fa parte di un ciclo di mostre annuali per offrire a tutti l’emozione della grande arte a due passi da casa.   L’ingresso al “Must Museo del territorio” di Vimercate, che ospita il dipinto dal 29 ottobre all’ 11 dicembre 2026, è libero e gratuito. La prenotazione è obbligatoria nei fine settimana e nei festivi.

Articolo di: Silvia Distaso

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