Asiago, il Comune chiede alla Regione di rivedere il Piano Casa: più rigenerazione e meno consumo di suolo

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L’Amministrazione Comunale di Asiago ha chiesto al Presidente
della Regione Veneto, Alberto Stefani, di aprire una riflessione sulla disciplina
regionale del cosiddetto “Piano Casa” e di Veneto 2050, con particolare
riferimento alle premialità volumetriche previste per gli interventi di demolizione
e ricostruzione.
In una lettera inviata al Presidente, il Sindaco Roberto Rigoni Stern sottolinea
come una normativa nata per sostenere il settore edilizio e favorire il recupero del
patrimonio esistente debba oggi essere valutata alla luce delle mutate esigenze
urbanistiche, ambientali e paesaggistiche, soprattutto nei territori montani.
«Asiago vuole continuare a crescere, ma non vuole consumare altro territorio
– sottolinea il Sindaco Rigoni Stern –. La nostra Amministrazione sta lavorando
per privilegiare il recupero dell’esistente, la rigenerazione urbana e la qualità degli
interventi. Per questo riteniamo necessario verificare se premialità volumetriche
molto significative siano sempre compatibili con la fragilità e il valore dei nostri
territori».
Il riferimento è alla disciplina introdotta dalla Legge regionale 8 luglio 2009, n.
14, successivamente modificata e integrata, e in particolare a Veneto 2050, che ha
reso strutturale il sistema delle premialità per la riqualificazione e la sostituzione
edilizia.
Secondo l’Amministrazione di Asiago, il tema non riguarda il principio del
recupero del patrimonio edilizio, che viene pienamente condiviso, ma l’entità
delle premialità e la loro applicazione uniforme a territori profondamente
diversi.

La richiesta nasce anche dall’obiettivo, previsto dalla Legge regionale 6 giugno
2017, n. 14, di perseguire il progressivo contenimento del consumo di suolo e la
prospettiva del consumo di suolo zero entro il 2050.
«Non possiamo perseguire da un lato il consumo di suolo zero e, dall’altro,
consentire meccanismi incentivanti che in determinati contesti possono produrre
un aumento significativo del carico edilizio e urbanistico anche fino al 100% della
volumetria.– prosegue Rigoni Stern –. Recuperare l’esistente non deve
significare automaticamente aumentare le volumetrie».
La proposta avanzata alla Regione è quindi quella di modulare maggiormente le
premialità, riconoscendo le specificità dei territori montani e di particolare pregio
ambientale e paesaggistico e restituendo ai Comuni strumenti più efficaci per
governare le trasformazioni edilizie.
«Il principio che proponiamo è semplice: meno consumo di suolo, più
rigenerazione; meno automatismi nelle premialità, più governo del territorio.
La vera sfida è conciliare il recupero del patrimonio esistente con la tutela del
paesaggio e degli equilibri urbanistici locali».
L’Amministrazione di Asiago auspica quindi l’avvio di un confronto tra Regione
e Comuni per arrivare a una disciplina capace di distinguere tra territori e contesti
differenti, consentendo una crescita fondata sulla qualità del recupero e non
sulla quantità delle volumetrie.
«La montagna ci impone una responsabilità precisa: lasciare alle generazioni
future un patrimonio ambientale e paesaggistico almeno altrettanto integro di
quello che abbiamo ricevuto», conclude il Sindaco.

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