Al via oggi i lavori in viale Fantuzzi nell’ambito del progetto SISUS –
Strategia Integrata di Sviluppo Urbano Sostenibile dell’Area Urbana di
Belluno, finanziato dal Programma Regionale FESR 2021-2027, Priorità
2, Obiettivo specifico 2.7, Azione 1, dedicato alla realizzazione di
infrastrutture verdi. L’intervento, denominato “Infrastrutture verdi –
Belluno, viale Fantuzzi”, si inserisce in una strategia più ampia che ha
l’obiettivo di rafforzare la rete ecologica urbana, migliorare la qualità
ambientale degli spazi cittadini e incrementare la presenza di elementi
vegetali capaci di offrire benefici concreti in termini di biodiversità,
mitigazione climatica, assorbimento degli inquinanti e qualità della vita.
“Il progetto SISUS di viale Fantuzzi – spiega il sindaco, Oscar De
Pellegrin – rientra in una strategia più ampia che guarda al verde urbano
come a una componente essenziale della nostra Città e degli ambienti
urbani in generale e che ha già visto un primo intervento a Prade.
L’intervento è stato preceduto da verifiche tecniche, fitosanitarie e
ambientali puntuali, che hanno evidenziato le condizioni del filare
esistente e consentito di programmare i lavori nel rispetto delle norme e
della tutela dell’avifauna. L’obiettivo è rinnovare un patrimonio arboreo
oggi compromesso, sostituendolo con specie autoctone più adatte al
contesto urbano e inserendolo in un progetto che aumenta la qualità
ambientale dell’area”.
IL PROGETTO
Il progetto riguarda in particolare la riqualificazione del viale attraverso il
rinnovo dell’attuale filare alberato, il rifacimento della pavimentazione
con materiali drenanti per una maggiore permeabilità del suolo e la
messa a dimora di nuove alberature appartenenti a specie autoctone,
maggiormente idonee al contesto cittadino bellunese. In termini
ambientali, l’iniziativa punta a favorire una maggiore biodiversità urbana,
a creare condizioni più favorevoli per avifauna, insetti impollinatori e
chirotteri e a contribuire alla riduzione delle isole di calore e
all’assorbimento di CO₂ e inquinanti atmosferici.
L’intervento che ha preso il via oggi coinvolge il filare composto da 22
ippocastani e un tiglio, per un totale di 23 alberature: la sostituzione delle
piante è stata prevista a seguito delle verifiche fitosanitarie e di stabilità
effettuate sugli esemplari esistenti. Già una prima perizia eseguita nel
2024 aveva evidenziato una situazione compromessa: undici alberi
risultavano da abbattere con urgenza in quanto gravemente
compromessi sotto il profilo della stabilità e dello stato fitosanitario; altri
esemplari richiedevano invece interventi di potatura di riforma e, in un
caso, anche di consolidamento statico. Le successive verifiche condotte
in preparazione del cantiere hanno confermato le criticità del filare.
L’ispezione effettuata mediante autocarro con cesta ha consentito di
verificare direttamente anche la parte superiore delle alberature,
evidenziando in diversi casi cavità, carie e lesioni sui rami principali, non
sempre rilevabili da una verifica da terra. Accanto agli approfondimenti
sullo stato fitosanitario delle piante, prima dell’avvio dei lavori è stata
eseguita anche una specifica relazione ornitologica, finalizzata a
verificare l’eventuale presenza di nidificazioni attive sulle alberature
interessate dall’intervento.
L’indagine è stata svolta in due fasi. La prima, effettuata il 7 giugno, ha
previsto un censimento dell’avifauna presente nel contesto urbano di
riferimento, con rilievi alle prime luci dell’alba, nel momento di maggiore
attività al canto delle specie ornitiche. La seconda, effettuata il 3 luglio,
ha previsto l’ispezione sistematica di ciascuna chioma mediante
autocarro con cesta, così da verificare direttamente la presenza o
l’assenza di nidi attivi, cavità occupate o altre situazioni rilevanti.
Le verifiche hanno escluso la presenza di nidificazioni attive sulle piante
interessate dall’intervento. L’avvio del cantiere è dunque avvenuto a
seguito degli approfondimenti tecnici e ambientali previsti e nel rispetto
della normativa vigente in materia di tutela dell’avifauna.
Le alberature esistenti saranno sostituite con 32 piante di specie
autoctona più adatta al contesto urbano bellunese. Il progetto prevede
così un incremento del patrimonio arboreo rispetto alla situazione
attuale: le nuove piante messe a dimora saranno infatti in numero
superiore rispetto a quelle rimosse.
“Si tratta di un intervento che nasce innanzitutto da un’esigenza di
sicurezza, come emerge chiaramente dalle verifiche tecniche eseguite
sul filare esistente – sottolinea De Pellegrin -. Le indagini fitosanitarie e i
successivi approfondimenti hanno evidenziato condizioni di degrado e
criticità strutturali che rendevano necessario intervenire. Garantire la
sicurezza di pedoni, ciclisti e automobilisti è una responsabilità
dell’Amministrazione, ma questo progetto guarda anche oltre. La
riqualificazione consentirà infatti di restituire alla Città un viale più sicuro
e più funzionale, grazie anche al rifacimento della pavimentazione, che
renderà più agevole e sicura la percorrenza”.
Il Quadro economico complessivo dell’intervento è di 1.111.111,11 euro
finanziato con fondi SISUS per 996.153,55 euro e con fondi
dell’amministrazione comunale per 114.957,56 euro.








