Belluno, dopo il maltempo riaperti gran parte dei giardini di Piazza dei Martiri

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Gran parte dell’area giardini di piazza dei Martiri è nuovamente aperta al
pubblico. Dopo i danni provocati dal forte maltempo del 6 agosto,
l’intervento effettuato ieri mattina dai Vigili del Fuoco ha permesso di
mettere in sicurezza buona parte della zona e, dopo le operazioni di
pulizia, di restituirla alla Città. “Dopo un evento che ha colpito duramente
anche il patrimonio arboreo della piazza, la priorità era intervenire
rapidamente per garantire la sicurezza e riuscire a restituire quanto
prima questi spazi ai bellunesi – commenta il sindaco Oscar De Pellegrin
–. Il lavoro svolto ieri ci ha permesso di riaprire gran parte dei giardini e
anche la traversa sud, mentre continueremo a mantenere interdette
soltanto le zone che richiedono ulteriori verifiche. Voglio ringraziare i
Vigili del Fuoco, il cui intervento e i mezzi a disposizione sono stati
determinanti per poter lavorare sulle parti più alte degli alberi e
procedere alla messa in sicurezza dell’area. Grazie anche al dottor
Coden, ai tecnici e agli operai comunali che hanno lavorato in questi
giorni. Continueremo ora con gli approfondimenti necessari, con
l’obiettivo di recuperare progressivamente anche le porzioni che
rimangono chiuse”.
I Vigili del Fuoco sono intervenuti con l’autoscala sulle alberature
danneggiate, raggiungendo le parti più alte delle chiome e rimuovendo i
rami lesionati, pendenti o pericolosi. Proprio il lavoro in quota ha
consentito di controllare anche parti degli alberi non visibili da terra e di
eliminare ulteriori situazioni di rischio. Alle operazioni era presente anche
il dottor forestale Marco Coden, incaricato dal Comune per il censimento
e la valutazione del verde urbano, che ha seguito l’intervento effettuando
una ricognizione delle alberature e indicando le situazioni di criticità
rilevabili da terra. Al termine dei lavori, i rami pericolanti individuati
risultavano rimossi.
Non tutta l’area può però essere ancora restituita alla piena fruibilità.
Restano interdette le zone attorno a tre cedri, identificati con i numeri 9,
10 e 27, sui quali sono necessari controlli più approfonditi. Nelle
prossime settimane saranno effettuate verifiche direttamente in quota
attraverso il tree climbing, così da poter osservare da vicino anche quelle

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