A Bormio, gli addetti alla sicurezza hanno proceduto al sequestro di bandiere catalane (estelades e senyeres) appartenenti ai tifosi e ai familiari degli atleti in gara, etichettandole impropriamente come “simboli politici” vietati.
Sull’episodio il Responsabile Federale del PPN, Lucas Casati, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“Il sequestro delle bandiere catalane a Bormio rappresenta un atto intollerabile volto a discriminare il popolo catalano, una nazione che è colonna portante e rappresentante della storia europea. In un’epoca in cui si riempiono le bocche con il concetto di rispetto per le nazioni, assistiamo a una realtà diametralmente opposta dove l’identità catalana viene sistematicamente calpestata.
Il sequestro dei vessilli è una forma di violenza che rinnega la libertà d’espressione e d’identità. Dobbiamo ribadire con forza che il diritto all’autodeterminazione appartiene ai popoli e non può essere compresso da regolamenti burocratici o misure di sicurezza zelanti.
Esistono diritti fondamentali ed inalienabili: il diritto di rappresentare il proprio popolo, la propria nazione e se stessi.
Negare a un tifoso di sventolare il simbolo della propria terra, mentre i suoi atleti — come Oriol Cardona Coll, trionfatore a Bormio — onorano lo sport, è un’offesa alla dignità umana e ai valori olimpici.”
Nota Ufficiale del Partito Popolare del Nord: “Il PPN sottolinea l’assurdità di una gestione della sicurezza che confonde l’identità culturale e nazionale con la propaganda politica. È inaccettabile che durante una manifestazione che dovrebbe celebrare l’unione tra i popoli, si metta in atto una vera e propria ostilità verso la catalanità, come denunciato anche dal presidente Carles Puigdemont.
Mentre gli atleti catalani, che costituiscono la colonna portante della rappresentativa ski-alp, portano lustro alla competizione vincendo medaglie d’oro, le loro famiglie vengono private dei propri simboli identitari con toni autoritari.
Il Partito Popolare del Nord non tollererà che i territori del Nord Italia diventino teatro di discriminazioni contro popoli fratelli che lottano per il riconoscimento della propria dignità nazionale.”








