Brianza, Casati (PPN): “Qui c’è povertà al di là dei toni trionfalistici di Governo e Regione”

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Il Partito Popolare del Nord, per voce del suo Responsabile
Federale e Provinciale Lecco – Brianza, Lucas Casati (che è anche consigliere comunale a Barzanò), interviene con fermezza sulla drammatica crisi
socioeconomica che sta colpendo il cuore produttivo della Lombardia.
Nonostante la Brianza sia storicamente una delle aree più ricche del paese, i dati recenti delineano
un quadro allarmante di vulnerabilità che colpisce fasce sempre più ampie di popolazione.
“È intollerabile – dichiara Lucas Casati – assistere ai proclami trionfalistici dei vertici del Governo e
di Regione Lombardia, i quali sembrano ignorare deliberatamente il disagio economico e vitale che
sta lacerando le nostre famiglie.
La realtà che viviamo nel Nord non è fatta di statistiche edulcorate, ma di un ‘lavoro povero’ che è
diventato una piaga strutturale: in provincia di Monza e Brianza deteniamo il triste primato
regionale per l’incidenza di working poor tra i lavoratori part-time, che raggiunge il 31,1%.
Avere un’occupazione oggi non è più sinonimo di sicurezza, ma spesso di una precarietà che non
permette di arrivare alla fine del mese a causa di salari indegni e di un costo della vita
insostenibile. Esigiamo politiche reali di incremento dei salari e del lavoro stabile, non misure di
facciata che continuano a penalizzare i giovani, le donne e il ceto medio.
Il Partito Popolare del Nord sottolinea come l’espansione occupazionale sbandierata dalle
istituzioni sia, nei fatti, un’illusione statistica che nasconde il calo di 57.000 occupati tra i giovani
sotto i 34 anni e un aumento dell’inattività, specialmente femminile.

In Brianza, le richieste di aiuto alimentare alla Caritas sono aumentate del 10%, segno tangibile di
una povertà che ha ormai superato i confini della marginalità per colpire chi, fino a ieri, godeva di
una stabilità economica.
Casati conclude ribadendo che la mancanza di strategie legislative mirate a combattere il lavoro
povero e l’assenza di investimenti per migliorare gli standard di vita dei cittadini brianzoli e
lombardi rappresentano un fallimento politico che il Nord non può più accettare.
È tempo che il Governo e Regione Lombardia smettano di ignorare il grido di chi produce e
chiedano scusa a un territorio che, nonostante l’abbandono istituzionale, continua a lottare per la
propria dignità.

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