Cornacchia aggressiva terrorizza Pordenone

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di Danilo Narduzzi

Edgar Allan Poe e Alfred Hitchcock non avrebbero potuto immaginare che l’incubo del “Il Corvo” e di “Uccelli”, sarebbe un giorno diventato realtà in una moderna e industriosa città del Friuli: Pordenone.

Da giorni, infatti, una cornacchia sta terrorizzando un quartiere del centro intorno a via Damiani, attaccando senza pietà tutti i malcapitati che passano nei pressi del suo fantomatico e inaccessibile nido. Ieri passando in bicicletta lungo la via ho visto diversi curiosi, giornalisti e fotografi appostati dietro un furgone, con telecamere, cannocchiali e moderni strumenti digitali, cercare di immortalare il volatile arrabbiato.

Alle TV locali passavano interviste a persone col volto insanguinato, che giuravano di non poter più uscire di casa e di aver paura per i propri figli.

Il sindaco Alessandro Basso, ha così in fretta e furia emanato una delibera per l’abbattimento della “belva alata”, per riportare la pace nella sua tranquilla città.

Ma poche ore prima che l’irreparabile fosse compiuto, un nuovo colpo di scena: il TAR accoglie il ricorso degli animalisti e blocca l’abbattimento del volatile tra il tripudio dei suoi sostenitori e lo scorno dei poveri cittadini soggiogati dalla violenza della cornacchia pordenonese.

Ora, se non fosse che la notizia è vera, potrebbe sembrare davvero una situazione paradossale. In una città dove microcriminalità, spaccio, accoltellamenti e scorrerie delle baby gang restano spesso impunite, come ormai in tutte le città d’Italia, un uccello che difende il suo nido riesca a mettere in scacco una intera città, la politica, le associazioni animaliste e anche i giudici. Nessuno tra i potenti si interessa nel frattempo dei 1700 licenziamenti in corso all’Electrolux degli stabilimenti di Porcia (PN) e altre città del nord?

Niente male per un paese che dovrebbe risolvere i problemi del costo della vita insostenibile, del lavoro sottopagato, della fuga di cervelli e l’importazione di gente senza arte ne parte, della perdita di competitività internazionale delle imprese, della mancanza di sicurezza nelle nostre strade e che vorrebbe nel tempo che resta anche sconfiggere i russi in Ucraina.

Siamo passati dal contenderci le caverne con orsi e tigri dai denti a sciabola, dal cacciare bisonti selvatici e lottare contro i branchi di lupi affamati nella selva… A restare chiusi in casa per paura di una cornacchia.

«Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello!» lamentava Dante Alighieri.

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