I Finanzieri del Comando Provinciale di Lodi, all’esito di una complessa attività di indagine coordinata
dalla Procura della Repubblica di Lodi, hanno dato esecuzione all’applicazione di misure cautelari
personali e reali nei confronti di una società lodigiana operante nel settore informatico e del suo
rappresentante legale, procedendo al sequestro di disponibilità finanziarie riconducibili alla società, per
un ammontare pari ad euro 680.000,00.
Le attività investigative, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria Lodi, hanno preso avvio
da un’analisi di rischio svolta sulle imprese beneficiarie dell’incentivo “Formazione 4.0” erogato con i
fondi P.N.R.R., che ha consentito di disvelare un meccanismo di frode basato sulla creazione ad hoc
di crediti di imposta inesistenti e la successiva compensazione illecita di tali bonus in sede di
versamento delle imposte dovute, con ingente danno alle casse erariali.
In particolare, l’impresa destinataria del provvedimento ha ridotto notevolmente il proprio debito
tributario e contributivo, ricorrendo per gli anni 2020, 2021, 2022 e 2023 all’istituto della
compensazione, previsto dall’art. 17 del D. Lgs. n. 241/1997, di crediti d’imposta ritenuti inesistenti,
relativi al bonus per la formazione del personale dipendente prevista dal “Piano Nazionale Industria
4.0”.
Dagli approfondimenti svolti sarebbe infatti emerso che, i diversi dipendenti della società, non hanno
mai effettuato alcuna attività formativa, non risultando realmente svolti i corsi posti alla base della
richiesta di compensazione di crediti d’imposta. L’ammontare dei crediti d’imposta del tutto inesistenti,
compensati in sede di versamento tramite il modello F24, è risultato essere pari a € 536.000,00,
condotta per la quale è stato ipotizzato il reato di cui all’art. 10-quater, comma 2, D. Lgs. n. 74/2000
(Indebita compensazione).
Dall’analisi del bilancio societario, inoltre, è emerso che la società aveva avviato, nel 2023, un’attività
di noleggio imbarcazioni in provincia di Napoli, fruendo di crediti di natura agevolativa destinati agli
investimenti nel Mezzogiorno pari a 140.000,00 euro, al fine di acquistare un’imbarcazione di pregio
da destinare all’attività di impresa.
I riscontri effettuati dai finanzieri, condotti anche attraverso l’analisi dei social media (Instagram,
Facebook…), hanno però permesso di appurare che l’attività d’impresa di noleggio natante in provincia di Napoli non è mai stata svolta ed il natante è stato utilizzato da parte dei componenti della
famiglia dell’amministratore per viaggi turistici di natura privata, prevalentemente nella riviera ligure.
Pertanto l’amministratore, per tali condotte, è stato segnalato all’Autorità giudiziaria per l’ulteriore reato
p.p. dall’art. 640 bis c.p. (Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche).
La società è stata inoltre segnalata per l’illecito amministrativo dipendente da reato, di cui agli artt. 5 e
24 co.1, lett. a, d.lgs. 231/2001, in quanto ha ottenuto un vantaggio patrimoniale dalla commissione
dei reati da parte dell’imprenditore.
Oltre al sequestro delle somme di denaro distratte dalle casse dello Stato, è stata applicata la misura
interdittiva del divieto di esercitare attività imprenditoriale per un anno al rappresentante legale e alla
società la misura interdittiva dell’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi, con
revoca di quelli eventualmente già concessi.
L’operazione svolta testimonia e valorizza la connotazione di polizia economico-finanziaria
investigativa della Guardia di Finanza, impegnata nel contrasto alle frodi in materia di crediti, e
finalizzato a garantire la corretta destinazione delle risorse pubbliche stanziate per sostenere le
famiglie e le imprese. Al contempo, le attività del Corpo che mirano al recupero effettivo alle casse
dello Stato delle somme sottratte, confermano la grande attenzione delle Fiamme Gialle al contrasto
delle più pervasive forme evasive, contribuendo a preservare la leale concorrenza tra le imprese e a
promuovere prospettive di crescita sane del mercato del lavoro e della produzione, a tutela delle
libertà economiche di tutti i cittadini e imprenditori onesti.
Le misure cautelari reali e personali sono state disposte nell’ambito della fase delle indagini preliminari
e, allo stato delle attuali acquisizioni probatorie e in attesa di giudizio definitivo, vale la presunzione di
non colpevolezza degli indagati.
GdiF LODI: FRODE SUI CREDITI D’IMPOSTA PER FITTIZI INVESTIMENTI NELMEZZOGIORNO E FORMAZIONE SFRUTTANDO I FONDI DEL P.N.R.R.
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