Nel corso del Consiglio comunale di oggi, Lisa Molteni, del Gruppo Civico Idee in Comune, è intervenuta con un articolato intervento politico, seguito dalla dichiarazione di voto sul Documento Unico di Programmazione 2026–2028, affrontando sia i temi strutturali che riguardano i Comuni sia alcune distorsioni nel modo di intendere il ruolo e le responsabilità degli eletti.
Nel suo intervento in aula, Lisa Molteni ha innanzitutto preso atto della presenza tra il pubblico di una componente di ciò che resta del Movimento 5 Stelle, definito «un movimento politicamente decadente, che verosimilmente alla prossima tornata elettorale si presenterà insieme alla Lega».
«Ma quale Lega? – ha incalzato – quella degli anni Novanta, che nei Consigli comunali definiva il prefetto un organo inutile ed espressione dello Stato centralista, oppure quella del Ponte sullo Stretto di Messina?».
In entrambi i casi, il filo conduttore appare lo stesso: «rivendicare diritti senza mai parlare di doveri. Lo stile, purtroppo, non cambia».
Nel corso dell’intervento è stata espressa una netta critica all’utilizzo improprio delle istituzioni: «Spiace constatare come oggi il prefetto venga utilizzato come una sorta di baby-sitter istituzionale, chiamato in causa per capricci e polemiche, e non per questioni realmente gravi o fondate. Questo è un uso improprio delle istituzioni, che nulla ha a che vedere con il rispetto dei ruoli e delle responsabilità».
È stata inoltre evidenziata una tendenza diffusa, anche in alcune associazioni del territorio, a voler “sdoganare” una presunta democrazia partecipativa che, nei fatti, finisce per alimentare allarmismi e colpevolizzare i cittadini, anziché favorire una partecipazione sana, responsabile e consapevole.
Nel passaggio conclusivo dell’intervento, Lisa Molteni ha posto una questione politica centrale: «È legittimo domandarsi come una simile compagine possa pensare di governare un Comune, se poi non può occuparsene direttamente per ragioni lavorative, delegando tutto a segnalazioni, esposti e interventi esterni. Questo approccio appare francamente assurdo».
«La disponibilità nei confronti dei cittadini, invece, non verrà mai meno – ha concluso – perché è ai cittadini che rispondo. Rappresento i cittadini».
A margine del Consiglio comunale, a beneficio dei cittadini, Lisa Molteni ha ritenuto opportuno chiarire anche il quadro normativo che disciplina le presenze degli eletti locali, spesso oggetto di strumentalizzazioni.
Il riferimento è il D.Lgs. 267/2000 – Testo Unico degli Enti Locali, in particolare l’articolo 79, che riconosce ai lavoratori dipendenti, pubblici e privati, il diritto a permessi retribuiti per partecipare ai Consigli comunali e alle attività connesse al mandato.
Diversa è la situazione di imprenditori, artigiani, commercianti e liberi professionisti, per i quali non esiste alcuna norma che preveda permessi o rimborsi: chi accetta la candidatura accetta anche questo sacrificio.
«Chi è lavoratore dipendente ha per legge i permessi per essere presente in Consiglio.
Chi è libero professionista o imprenditore no, e sceglie comunque di esserci.
Questo vale per tutti. Vale da sempre».
Alla luce di ciò, Lisa Molteni ha definito imbarazzanti i video-messaggi divulgati su Facebook in sostituzione della presenza fisica in Consiglio comunale, peraltro preregistrati.
A seguire, Lisa Molteni, del Gruppo Civico Idee in Comune, ha espresso voto favorevole al Documento Unico di Programmazione 2026–2028, definendolo «non un’adesione acritica, ma una scelta politica consapevole».
«Senza Comuni forti non c’è Stato forte. Senza autonomia finanziaria non c’è vera programmazione».









