Una figura ingiustamente assente dalla memoria storica collettiva di Gorizia, pur essendo stato il protagonista di una stagione cruciale della vita cittadina. Antonio Bonne è stato infatti il primo sindaco eletto dopo l’annessione della città all’Italia e il testimone del passaggio difficile tra due epoche, ovvero tra la Gorizia asburgica e quella italiana. Un’assenza a cui si è posto rimedio con il posizionamento del suo ritratto su una parete del piano nobile del Municipio, nella cosiddetta Galleria dei Sindaci. L’opera è stata donata al Comune da Marilisa Bombi, blogger e podcaster, che nei mesi scorsi ha promosso e realizzato alcune iniziative pubbliche tese a far conoscere alla cittadinanza un personaggio lasciato in disparte.
“Bonne è stato sindaco in un’epoca straordinariamente importante per il nostro territorio e la nostra città, quindi il posizionamento del suo ritratto ha colmato una lacuna nella nostra Galleria dei sindaci e dei podestà. Questi corridoi sono percorsi anche da tanti cittadini, che dopo aver visto i quadri magari desiderano approfondire la storia di Gorizia. Ringrazio di cuore Marilisa Bombi per il suo costante lavoro di ricerca, che ci ha permesso di rimediare a un’assenza”, ha rimarcato il sindaco, Rodolfo Ziberna.
Dopo aver ha ringraziato il primo cittadino per aver accolto la sua proposta, oltre a Vincenzo Compagnone ed Elio Candussi per averla affiancato nel lavoro di recupero di Bonne, Marilisa Bombi ha spiegato: “Collocare questo ritratto nella Galleria dei sindaci significa completare un racconto. Le istituzioni hanno il compito di amministrare il presente, ma anche di custodire la memoria collettiva. In una città che ha fatto del dialogo tra lingue e culture diverse uno dei propri tratti distintivi, la figura di Bonne ci ricorda che la vera ricchezza di questa terra non è mai stato il confine che divide, ma la frontiera che mette in relazione”.
In una Gorizia ancora ferita e semidistrutta dalla guerra, Antonio Bonne ha avuto un incarico difficile, in un tempo di macerie materiali e morali. È rimasto in carica per pochi mesi, dall’1 febbraio1922 al 16 novembre dello stesso anno, dopo l’annessione della città all’Italia. Nonostante le pressioni ricevute, si è rifiutato di aderire al movimento fascista, scegliendo di non tradire coloro che avevano sostenuto la sua candidatura e la sua elezione. La sua figura è stata al centro di una puntata del podcast di approfondimento storico “Voci dal confine”, curato da Marilisa Bombi per Gorizia News & Views, del convegno “Novecento goriziano. Un secolo conteso. Antonio Bonne e il difficile primo dopoguerra della città” e di uno spettacolo teatrale, elaborato attraverso lo sguardo della moglie Petronilla Contin che intreccia dimensione privata e storia collettiva. Ora è in via di preparazione un libro a lui dedicato.
Il quadro, realizzato da un autore che vuole rimanere anonimo, è un olio su tela dalle dimensioni con cornice di 78×97 centimetri.









+ There are no comments
Add yours