“I giochi di un tempo”: un viaggio nella Brianza dell’infanzia dei nostri nonni

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Di Valentina Besana

Un viaggio nella Brianza di una volta attraverso gli oggetti, i ricordi e le emozioni dell’infanzia. È questo il filo conduttore della mostra “I giochi di un tempo”, una bella esposizione che raccoglie oltre 130 giochi e giocattoli appartenuti all’infanzia dei nostri nonni, ma capaci ancora oggi di incuriosire e coinvolgere grandi e piccoli.

L’iniziativa, curata dal MEMB – Museo Etnologico Monza e Brianza ODV e dall’Associazione Amici di San Fermo, porta all’interno della 417ª Sagra di San Fermo di Albiate una collezione che racconta, attraverso il gioco, uno spaccato della vita quotidiana di un tempo.

Un cavallo a dondolo consumato dal tempo, bambole con abiti e acconciature d’altri tempi, automobiline da collezione, animali in miniatura, piccoli arredi per la casa, giochi didattici e riviste dedicate ai più piccoli. Sono alcuni degli oggetti che hanno accompagnato i visitatori alla scoperta di un’infanzia brianzola lontana, fatta di giochi semplici, ma curati, fantasia e creatività.

A colpire è innanzitutto la varietà della collezione. Accanto al grande cavallo a dondolo, che richiama immediatamente l’infanzia di tante generazioni, trovano spazio le bambole, alcune accompagnate da piccoli accessori e arredi.


Non mancano poi i modellini auto da collezione, con modelli che raccontano anche l’evoluzione del giocattolo e il fascino che il mondo dei motori ha sempre esercitato sui bambini. E ancora gli animali in miniatura, i giochi dedicati alla scoperta del mondo naturale e materiali che trasformavano l’apprendimento in divertimento.


Particolarmente suggestivo anche il mondo delle miniature domestiche, con mobili, stoviglie e piccoli oggetti che permettevano ai bambini di riprodurre, attraverso il gioco, la vita degli adulti. Un modo per imparare ruoli, gesti e abitudini quotidiane attraverso l’immaginazione.


Tra i materiali esposti anche antichi giochi e riviste per bambini in età scolare, testimonianza di un’epoca nella quale il giocattolo non era soltanto intrattenimento, ma poteva diventare anche strumento educativo.

Per chi ha vissuto quell’epoca, un oggetto esposto può trasformarsi in un ricordo improvviso: una bambola, una macchinina, un gioco visto durante l’infanzia o un oggetto simile a quello conservato per anni in soffitta. Per i bambini e i ragazzi di oggi, invece, rappresenta la scoperta di un universo nel quale non esistevano smartphone, videogiochi e giocattoli elettronici, e nel quale una buona dose di fantasia era spesso indispensabile per divertirsi.

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