Domenica 23 novembre lo Spazio Mostre Segantini di Veduggio con Colzano si è trasformato in un piccolo laboratorio di linguaggio, dove le parole hanno preso la forma delle immagini. Protagonista la mostra del Gruppo Fotografico di Como, dal titolo “Arianna: mostra fotografica sulle figure retoriche”, realizzata in collaborazione con il Gruppo Fotografico Veduggese Mr. Clik.

L’idea alla base del progetto è tanto semplice quanto ambiziosa: dare una forma visiva a concetti tipicamente letterari, come metafora, ossimoro, sinestesia, iperbole e tante altre figure retoriche che di solito incontriamo sui libri di italiano, non sulle pareti di una mostra. Ogni fotografia diventa così la traduzione di un meccanismo linguistico: non si limita a “illustrare” una parola, ma prova a restituirne il meccanismo, il gioco di ribaltamento, accostamento o esagerazione che quella figura produce nel testo scritto.

Il percorso espositivo invita i visitatori a leggere le immagini quasi come se fossero frasi. Uno stesso scatto può essere interpretato in modi diversi, proprio come una frase che cambia significato a seconda del contesto. Da qui nasce lo “sconcerto iniziale” di cui parlano gli stessi organizzatori: il pubblico è chiamato a fare un passo in più, a non fermarsi alla sola bellezza della foto, ma a chiedersi quale figura retorica stia prendendo corpo in quello specifico gioco di luci, ombre, contrasti o accostamenti.
Questa sfida, dare un’immagine a concetti astratti, ha però funzionato pienamente. L’interazione con i visitatori è stata continua: ci si confronta, si discute, si prova a indovinare, si torna sui pannelli dopo aver ascoltato le spiegazioni. La mostra, così, diventa anche uno strumento educativo: rende più vicine le figure retoriche a chi ancora le studia sui banchi di scuola, ma allo stesso tempo offre a chi ama la fotografia un’occasione per riflettere sul proprio modo di costruire le immagini.

A coronare la giornata, la conferenza dell’architetto Carlo Orsi, che ha approfondito il tema della fotografia come linguaggio. Non una semplice carrellata di nozioni tecniche, ma un racconto su come la fotografia, fin dalle sue origini, sia stata usata per dire qualcosa sul mondo: documentare, denunciare, raccontare, esprimere emozioni, costruire narrazioni.
Orsi ha proposto alcune “chicche” poco note sulla storia della fotografia, mostrando come scelte di inquadratura, tempi, prospettive e luce funzionino, di fatto, come veri e propri strumenti retorici: pause, sottolineature, punti esclamativi visivi. Così come nella lingua scegliamo una parola invece di un’altra, nella fotografia scegliamo un taglio, un’angolazione, un momento preciso. In entrambi i casi stiamo costruendo senso.
L’evento di oggi ha avuto anche un forte valore di collaborazione sul territorio: il dialogo tra il Gruppo Fotografico di Como e il Gruppo Fotografico Veduggese Mr. Clik ha permesso di portare a Veduggio una proposta originale, che unisce competenza tecnica, sperimentazione e voglia di mettersi in gioco.

Questo appuntamento si inserisce nel calendario della “Festa di San Martino e degli eventi d’autunno a Veduggio con Colzano”, che per tutto il mese di novembre ha proposto, tra gli altri, il concerto inaugurale in chiesa parrocchiale con giovani studenti dei Conservatori di Torino e Como e la mostra pittorica di Davide Frigerio con la presentazione del libro di Maria Grazia Scorza, il concerto del Coro Elikya e, in chiusura, l’incontro “Guerriere – Incontro per dire no alla violenza sulle donne”. Un percorso ricco, nel quale la cultura si conferma filo rosso capace di unire comunità, memoria e sguardo sul futuro.
Dentro questo mosaico, l’appuntamento di oggi rappresenta un tassello particolare: qui la cultura si è messa esplicitamente a riflettere su se stessa, sul modo in cui comunichiamo, sulle forme con cui diamo un senso all’esperienza. Le figure retoriche, da materia “scolastica”, diventano così strumento vivo di comprensione del mondo, e la fotografia smette di essere solo “bella immagine” per mostrarsi come vero e proprio linguaggio.

Ancora una volta, come ha ricordato più volte l’Assessorato alla Cultura, questi momenti dimostrano che investire in iniziative di qualità significa offrire alla comunità non solo svago, ma occasioni di crescita, dialogo e consapevolezza. E l’evento di oggi ne è stata una prova concreta.










