Lecco, all’Istituto Maria Ausiliatrice le borse di studio della Fondazione Ludovica Ardenghi

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di Fausto Acquistapace

In una mattina dal cielo grigio, l’Istituto Istituto Maria Ausiliatrice di Lecco si è riempito di una luce speciale. Non quella del sole, ma quella di una comunità che continua a credere nell’educazione come strumento di speranza e futuro.

La scuola salesiana, guidata dalle Figlie di Maria Ausiliatrice, è presente in città dal 1943. Una presenza storica, discreta ma incisiva, che si percepisce già varcando la soglia dell’istituto: ambienti curati, sorrisi autentici, un’accoglienza che racconta il lavoro quotidiano di ricerca educativa e attenzione alle persone. Qui la scuola non è solo un luogo di studio, ma una comunità viva.

Oggi, accanto agli studenti, sedevano ospiti speciali: i rappresentanti della Fondazione Ludovica Ardenghi Pippi, realtà impegnata nella promozione della formazione e della crescita dei giovani. Per il secondo anno consecutivo, la fondazione ha consegnato quattro borse di studio ad altrettanti studenti dell’istituto, un segno concreto di fiducia nelle nuove generazioni.

A prendere la parola è stato Roberto Ardenghi, padre di Ludovica e presidente della fondazione: «Il nostro impegno non si esaurisce nella consegna una tantum delle borse di studio. Vogliamo seguire questi ragazzi nel tempo, accompagnarli nel loro percorso». Una visione chiara, quella della fondazione, che opera in numerose iniziative sul territorio, in particolare a Colico, dove ha sede, ma con uno sguardo che va oltre i confini locali. L’obiettivo è continuare a investire in ricerca, istruzione e formazione, perché il futuro si costruisce oggi.

Non è stata una cerimonia commemorativa, ma una giornata di luce, come ha sottolineato la direttrice dell’istituto: «In una giornata grigia fuori, noi sappiamo l’immensa luce che Ludovica ci dona dal Paradiso. Non siamo qui per ricordare con tristezza, ma per portare avanti ciò che lei desiderava». Parole che hanno restituito il senso profondo dell’incontro: trasformare il ricordo in azione.

All’unisono l’intervento del prefetto di Lecco, il dottor Paolo Ponta, e del Questore di Lecco dottor Stefania Marazzo che hanno rimarcato l’importanza di educare le nuove generazioni con lo stesso spirito che ha contraddistinto Ludovica: attenzione, responsabilità, desiderio di bene comune. «Investire nei giovani significa investire nella coesione e nel futuro del territorio», hanno sottolineato, richiamando il valore sociale dell’istruzione.

Momento particolarmente toccante è stata la lettura della lettera scritta nel 1986 da Ludovica, allora tredicenne, insieme ad altri studenti di Colico, a Papa Giovanni Paolo II. Parole semplici, ma sorprendentemente attuali, capaci di parlare ancora oggi di speranza, impegno e responsabilità. Un messaggio che attraversa il tempo e che testimonia quanto radicata fosse in lei la volontà di cercare il bene attraverso lo studio e la crescita personale.

L’incontro si è concluso con un lungo applauso, non solo per i ragazzi premiati Mattia Sala, Yia Jie Wang. Filippo Villa e Zoe Crippa, ma per un’idea di scuola e di comunità che non si arrende all’indifferenza. L’eredità di Ludovica non conosce confini geografici: è un valore che vuole raggiungere quante più persone possibili, diffondendo cultura, ricerca e attenzione all’altro.

In un tempo che spesso fatica a trovare punti di riferimento, Lecco ha mostrato che il territorio sa fare rete, unendo istituzioni, scuola e famiglie attorno a un obiettivo comune: educare per costruire un futuro migliore. E in quella luce, più forte di qualsiasi cielo coperto, c’è il segno concreto di una speranza che continua a camminare.

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