Venerdì 12 dicembre la Sala Consiliare del Municipio di Veduggio con Colzano si è trasformata, per una sera, in un piccolo teatro civile: parole, storia e comunità si sono intrecciate nella lettura scenica “Il Conte del Sagrato, storie e racconti dell’Innominato”, proposta dall’associazione Architetti delle Parole e inserita nella cerimonia di consegna degli assegni al merito per l’anno scolastico 2024/2025.
Protagonista assoluto, il personaggio manzoniano “sopra le righe” che tutti ricordiamo: il Conte del Sagrato, l’Innominato, descritto come «un aperto nemico della forza pubblica, un bandito, un appaltatore di delitti». Nella lettura, Carlo Arrigoni, Mattia Cattaneo e Marika Milani hanno alternato voci e registri, costruendo un racconto capace di restituire la doppia natura del “gigante” manzoniano: terribile nel potere e, proprio per questo, enorme anche nel momento della conversione, quando la sua parabola morale diventa una delle pagine più alte del romanzo.

Il pubblico ha seguito una narrazione costruita su brani tratti non solo dai Promessi Sposi, ma anche dalla prima stesura Fermo e Lucia, scelta che ha dato ulteriore profondità al percorso letterario proposto e ha reso l’appuntamento accessibile anche a chi non si avvicina spesso ai “classici”.
Architetti delle Parole, sodalizio nato nel 2019, porta in scena letture a due voci e reading teatrali legati alla letteratura e alla memoria, collaborando con Comuni e biblioteche e partecipando a rassegne locali.
La serata ha avuto anche un cuore “istituzionale” molto concreto: la consegna degli assegni agli studenti meritevoli, effettuata dal sindaco Luigi Dittonghi insieme alle assessore Marta Cereda e Valentina Besana. Un intermezzo che non ha spezzato lo spettacolo, ma lo ha completato: perché premiare l’impegno nello studio, nel contesto di una proposta culturale di qualità, è un messaggio chiaro su che cosa significhi investire sul futuro in un paese.
Questi i giovani premiati per l’anno scolastico 2024/2025: Maya Fumagalli, Alessio Corti, Giacomo D’Avolio, Sara Maiocchi, Sofia Lucchi e Paola Baggioli. Applausi, sorrisi, un momento di orgoglio condiviso, non solo per i ragazzi e le famiglie, ma per tutta la comunità che si riconosce in questi piccoli traguardi.
A Veduggio ha trovato un contesto ideale: un’amministrazione che ha scelto di unire cultura e istruzione nello stesso appuntamento, chiudendo la stagione culturale 2025 “con un evento che lascia il segno” e promettendo già nuovi appuntamenti per i prossimi mesi.

In un tempo in cui la cultura rischia spesso di restare “decorazione”, la serata di venerdì ha mostrato l’opposto: la cultura come strumento per stare insieme, riconoscere il merito, e ricordarsi, anche attraverso Manzoni, che le comunità si tengono in piedi quando sanno aprire spazi, accogliere, e dare valore alle persone.










