Lo scrigno della Valganna

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Di Guido Sala

La Valganna è una piccola valle prealpina posta immediatamente a nord della città di Varese, ed è raggiungibile percorrendo la strada statale 233 “Varesina”, che diparte proprio dal capoluogo di provincia. La valle è composta da quattro località: Ganna e Ghirla, le due principali, più Boarezzo e Mondonico. Il municipio ha sede a Ganna.

La Valcuvia dal Monte Piambello e la cima del Monte Piambello

Pur essendo il fondovalle a soli 380 m slm e non possedendo cime rilevanti per altitudine (il Monte Piambello, massima cima dell’area, è alto solo 1.125 m), essa possiede molte peculiarità che la rendono molto interessante dal punto di vista storico, geologico e culturale. Praticare escursionismo in Valganna è appagante quanto camminare su montagne più rinomate per nome e per altitudine, ed è possibile attraversare anfratti solitari e selvaggi, talvolta al limite del sinistro.

l Monte Minisfreddo dal Poncione di Ganna e la Val Ceresio dal Monte Minisfreddo

I monti principali della Valganna sono a E il già citato Monte Piambello (1.125 m), il Poncione di Ganna (993 m), i monti Minisfreddo (1.042 m) e San Bernardo (1.020 m), il Monte Rho d’Arcisate (940 m), il Monte Crocino (690 m) e il Monte Monarco (858 m). A Ovest essi sono degnamente fronteggiati dal Monte Martica (1.032 m) e dal Monte Mondonico (747 m).

Il Monte San Bernardo e il Poncione di Ganna

Le differenti nature di queste cimette rendono interessanti e ricchi di sorprese i sentieri che le percorrono: la cresta Poncione di Ganna-Minisfreddo-Monarco è di natura calcarea, come le Grigne e il Resegone, mentre la Martica e il piccolo Monte Mondonico sono porfidi di natura vulcanica. Il Monte Piambello, pur geograficamente a N del Poncione di Ganna, è anch’esso vulcanico, come le sorelle poste di fronte. Anzi, essendo le rocce sommitali del monte più recenti di quelle alla base, si ha evidenza di come il Piambello fosse un vulcano attivo fino a circa 250 milioni di anni fa: uno dei rarissimi vulcani dell’arco alpino.

Le Rocce Rosse e il Sass di Boll

Diverse le prominenze geologiche che si incontrano sui sentieri di queste piccole montagne: il Sass di Boll, sul versante N del Piambello, è una bizzarra roccia vulcanica che si ritiene essere un sito religioso delle antiche popolazioni liguri che abitavano l’area in epoca protostorica; le Rocce Rosse sono una cimetta secondaria del medesimo Piambello, a E della cima principale, caratterizzata appunto dal colore rossastro che le dà il nome; il Sasso Forato è invece un arco naturale calcareo posto sul versante E del Monte Minisfreddo, sotto cui passa forse il sentiero più impegnativo della zona. Sulla Martica, poco sotto la sommità, un gruppo di porfidi rossi posti a cerchio in un punto estremamente panoramico dà suggestioni celtiche. Il piccolo Mondonico, con la sua forma conica, pare sia stato anch’esso un antico vulcano. Se le luminose cime di queste montagne regalano ampi paesaggi su gran parte dell’Italia Settentrionale, dalle Grigne alla Val d’Ossola, dal Monte Tamaro al Monviso, gli aspri versanti ricchi di pinnacoli, cenge e paretine conferiscono loro un aspetto quasi tetro, soprattutto nei mesi più bui.

La Linea Cadorna sulle Rocce Rosse

Altro elemento qualificante è la presenza del Sistema Difensivo Italiano alla Frontiera Nord verso la Svizzera, noto come “Linea Cadorna”, un imponente complesso di fortificazioni, trincee, casematte e strade militari, progettato e realizzato tra il 1899 e il 1918, con lo scopo di proteggere il territorio italiano da un possibile attacco proveniente dalla Francia o dagli Imperi Centrali in caso di violazione della neutralità svizzera. Uno degli accessi al Monte Piambello è in realtà una strada militare e sulle cime del medesimo Piambello, delle Rocce Rosse e della Martica è possibile vedere ancora le rovine di forti e casematte.

Il Lago di Ghirla dal Poncione di Ganna

A fondovalle, i laghi di Ganna e Ghirla ingentiliscono il paesaggio e regalano in estate momenti di relax a due passi dalla città e in inverno, quando gelano – la Valganna possiede infatti un microclima locale abbastanza rigido in inverno – è possibile pattinare su di essi come se si fosse a quote ben più elevate. La Badia di San Gemolo (XI secolo) è il gioiello che completa lo scrigno della piccola vallata: si tratta di un complesso religioso, attestato fin dal 1095, costituito da foresteria, chiostro, torre campanaria e chiesa, all’interno della quale vi è una splendida Madre della Misericordia, datata 1484, un capolavoro dell’arte gotica che vale da sola la visita, oltre ad una ben riconoscibile Sant’Apollonia, anch’essa molto bella. Completano la visita ai graziosi abitati della valle alcuni edifici belle époque – come la stazione di Ghirla – che ricordano gli anni del turismo pionieristico del tardo XIX secolo.

La Madonna della Badia di San Gemolo e la Badia di San Gemolo

Nota Tecnica

Come già scritto, i monti della Valganna hanno un’altitudine modesta e tutti i percorsi possono essere definiti di media montagna (livello di difficoltà massimo EEA). La definizione, tuttavia, non tragga in inganno né porti a sottovalutare eventuali escursioni, che si svolgono comunque sempre in ambiente di montagna e che possono richiedere anche alcune ore di cammino. Valutare quindi sempre le proprie forze e capacità, e nel dubbio farsi accompagnare da persone esperte. Si raccomanda anche attenzione a descrizioni dei percorsi trovati in rete su siti non autorevoli. L’ambiente montano non è necessariamente ostile e pericoloso, tuttavia tutti i percorsi richiedono equipaggiamento adatto (scarpe, abbigliamento, zaino) e un livello di attenzione elevato, anche sui percorsi più facili. Evitare fuoripista, specialmente sui ripidi versanti del Poncione di Ganna, del Minisfreddo e della Martica, in quanto possono condurre a situazioni spiacevoli.

I porfidi del Monte Martica e il Poncione di Ganna e il Monte Minisfreddo dalla Martica

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