“Il Comune è stato obbligato ad abbassare i decibel e a risarcire 4.700 euro a ciascun cittadino coinvolto nella class action promossa dai residenti del Lazzaretto per il rumore generato dalla mancata gestione della malamovida. Considerando spese legali, interessi e more, il costo complessivo per la collettività potrebbe superare i 250 mila euro, secondo una prima stima.
Si tratta di fondi che verranno prelevati extra-bilancio, ma che — a rigor di logica — dovrebbero essere pagati da chi ha difeso a spada tratta la ‘Disneyland dello sballo’, trasformata ormai in un inferno quotidiano per chi ci abita.
Coloro che accusavano noi di voler costruire una ‘Milano della noia’ oggi dovrebbero aprire il portafoglio per saldare il conto della loro Milano della malamovida.”
“Questa sentenza, pur essendo di primo grado, rappresenta il classico sassolino destinato a innescare una valanga: dall’Isola a piazza Morbegno, dai Navigli a corso Como, dalle Colonne di San Lorenzo fino alle cosiddette piazze tattiche.
Il rischio, per l’amministrazione, è di portare la città verso la bancarotta per qualche drink venduto in più.
Finalmente anche a Milano il diritto al riposo e alla salute dei cittadini torna al centro della scena.
Questa decisione segna un primo, fondamentale passo per fissare una base legale incontestabile: chiusure dei locali a orari sostenibili e ripristino del ruolo originario della Polizia locale, che è quello di garantire la serenità dei milanesi.”
Così, in una nota, Mariangela Padalino, capogruppo di Noi Moderati in Consiglio comunale a Milano.










