Musa si arricchisce de ‘La battaglia di Salò’ di Lecomte

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Mentre il Comune di Salò si appresta a celebrare, nel 2026, i 600 anni della Magnifica Patria, ovvero la federazione di comuni nata nel 1426 durante la Repubblica di Venezia con sede proprio nel capoluogo della Riviera, il MuSa – Museo della città di Salò, è entrato in possesso di un piccolo pezzo di storia artistica legato quelle vicende e, in particolare, all’epilogo di quella storia durata ben sei secoli.
Si tratta de La Battaglia di Salò (inchiostro e matita su carta, cm 30×55), disegno del pittore francese Hippolyte Lecomte realizzato intorno al 1834 in preparazione alla grande tela che lo stesso autore dipinse in quegli anni per decorare la galleria storica del Castello di Versailles. L’opera raffigura la battaglia avvenuta il 31 luglio 1796, che vide l’esercito francese trionfare su quello austriaco mettendo fine alla gloriosa epopea della Magnifica Patria.
Il disegno, affascinante e di notevole qualità, dal segno grafico preciso e descrittivo, delinea il momento più significativo della battaglia con qualche minima difformità rispetto al dipinto finale. Il punto di vista appare ripensato dall’artista con un po’ di fantasia per rendere al meglio le posizioni dei due schieramenti e lo sfondo paesistico, dove si riconosce bene in lontananza il profilo urbano di Salò e la sagoma imponente di Palazzo Martinengo a Barbarano che fu protagonista degli eventi, bombardato dal lago da una flottiglia austriaca, con i francesi asserragliati al suo interno in attesa dei rinforzi, guidati al centro della composizione dal generale Suaret, prontamente inviato da Napoleone Bonaparte.
Paolo Boifava, Direttore del MuSa anticipa “Nel 2027 l’opera costituirà il punto di partenza per il progetto di un’importante mostra che, unitamente ad altri disegni inediti di quella battaglia conservati al Louvre di Parigi, ci auguriamo possa convocare a Salò lo stesso dipinto di Lecomte realizzato per Versailles”.
L’acquisizione del disegno, riemerso nel corso del 2025 dalle profondità del collezionismo privato, arriva sul mercato antiquario viennese da una raccolta svizzera. La segnalazione dello studioso bresciano Bernardo Falconi raggiunge il direttore del MuSa. La Fondazione Opera Pia Carità Laicale e Istituto Lodroniano che gestisce il museo salodiano, guidata da Stefano Zane, ne coglie subito il valore e decide di procedere all’acquisizione, riportando l’opera verso il luogo che l’ha ispirata. Il restauro conservativo del disegno è stato effettuato a Vienna grazie al sostegno di un benefattore inglese che, dopo aver visitato il MuSa durante l’estate, ha voluto esprimere il suo entusiasmo per il museo.

Stefano Zane, Presidente di Fondazione Opera Pia Carità Laicale e Istituto Lodroniano “Con orgoglio concludiamo questo anno denso di grandi risultati con l’annuncio di un’acquisizione, cosa non usuale per Musei della nostra dimensione. In tal modo non solo si arricchisce la collezione permanente del nostro museo ma si offre anche una testimonianza visiva di un episodio cruciale legato al nostro territorio. Un’occasione preziosa per valorizzare la memoria locale in chiave internazionale, rafforzando il ruolo del Museo di Salò come custode della storia e della cultura gardesana e attore in prima linea nella diffusione di una consapevolezza storica e culturale presso le nostre Comunità”.

APPROFONDIMENTO STORICO RIFERITO ALL’OPERA
Nella primavera del 1796, l’Armata d’Italia al comando del giovane Napoleone Bonaparte dopo aver occupato Milano, insegue gli imperiali dilagando nell’Oltre Mincio veneziano, quando ancora Venezia aveva dichiarato la propria neutralità.
Il 28 luglio 1796, una forte colonna austriaca discende dalla valle Sabbia, dividendosi in direzione di Brescia e di Salò: la cittadina è investita dall’avanguardia imperiale, in un primo tempo respinta dai francesi, costretti infine a ripiegare su Desenzano al sopraggiungere del grosso dell’esercito nemico.
In questo contesto bellico, il contingente francese di stanza a Barbarano, composto da 400 soldati al comando del generale Guyeux, non ebbe modo di riunirsi alle truppe in ritirata: dopo aver saccheggiato di viveri forni e botteghe di Salò e Barbarano, si trincerò all’interno di palazzo Martinengo. Gli assediati resistettero per due giorni, circondati da terra e attaccati via lago da una flottiglia austriaca composta da 12 barche armate, potendo rispondere al fuoco con due soli cannoni in dotazione. Nel frattempo, Napoleone aveva battuto le truppe imperiali di Quosnadowich e Wumster
a Lonato e Castiglione, costringendole a retrocedere su Brescia e Gavardo; ciò che diede modo al generale Suaret di aprirsi la strada su Salò e di liberare la guarnigione assediata, ritornando poi sulle posizioni di partenza a Lonato. Un episodio della campagna d’Italia, questo, che precede di un paio di giorni l’epica battaglia campale di Lonato (3 – 4 agosto), che sloggiò per la seconda volta gli austriaci dal territorio della Lombardia orientale.


INGRESSO Intero 9 € – Ridotto 7 € – Ridotto ragazzi 5 € – Gruppo 15-35 persone 7 € – Scuole 5 €
Elenco completo riduzioni e categorie esentate dal pagamento: www.museodisalo.it
ORARI 26 dicembre 2025 – 6 gennaio 2026: aperto tutti i giorni 10.00 – 18.00
CHIUSURE: lunedì 29 dicembre, 1 gennaio e 5 gennaio
1 dicembre 2025 – 10 marzo 2026: da venerdì a domenica, 10.00 – 18.00.
PRENOTAZIONI 0365 20553 | info@museodisalo.it – Prenotazioni gruppi: info@museodisalo.it | 3389336451

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