In vista dell’annunciato referendum costituzionale sulla recentissima riforma approvata dal Parlamanto della Carta nella quale si prevede la separazione delle carriere dei magistrati nascono le iniziativa per il si o per il no.

A favore si è schierato subito l’ex guardasigilli Roberto Castelli, segretario federale del Partito Popolare de Nord ed è nato anche il Comitato Vassalli per il Si che si propone di riunire ‘socialisti, liberali, democratici, riformisti, riformatori, laici e cattolici’ annoverando tra i promotori gli ex ministri Salvo Andò e Claudio Signorile, gli ex parlamentari Fabrizio Cicchitto, Sergio Pizzolante, Gianpaolo Sodano, Mauro Del Bue e Francesco Carbini.
Da Padova intanto arriva l’adesione di un penalista conosciuto come l’avvocato Marco Destro che dichiara: “La riforma costituzionale che introduce la separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante rappresenta, a mio avviso, un passo necessario per garantire maggiore equilibrio e trasparenza nel nostro sistema di giustizia. Non si tratta di mettere in discussione l’indipendenza della magistratura, che rimane un pilastro irrinunciabile dello Stato di diritto, ma di assicurare una più netta distinzione tra chi esercita la funzione dell’accusa e chi, invece, è chiamato a giudicare.

In questo quadro, verrà finalmente valorizzata anche la funzione pubblicistica dell’Avvocatura, poiché la figura del Pubblico Ministero sarà costituzionalmente affiancata e distinta: si rafforza così quell’equilibrio tra accusa e difesa che è essenziale in un processo giusto.
Questa proposta non nasce oggi: fu sostenuta con grande lucidità dal Partito Socialista e, tra gli altri, da Giuliano Vassalli, uno dei più autorevoli giuristi e ministri della Giustizia della Repubblica. Vassalli sottolineava come la credibilità della giurisdizione passasse anche per la percezione di imparzialità. La riforma va esattamente in questa direzione: rafforza la fiducia dei cittadini, valorizza entrambe le funzioni e colloca l’Italia in linea con i principali ordinamenti europei”.










