Padova/Belluno, un progetto per cambiare il modo di studiare le biodiversità tra Italia ed Austria

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È entrato nel vivo, con il primo incontro operativo dei partner ospitato
dall’Università di Padova, DiBioN2K – Digital Research for Biodiversity in
Natura 2000, il nuovo progetto europeo finanziato dal Programma Interreg VI-A
Italia-Austria 2021-2027, che punta a migliorare la conoscenza, il monitoraggio e
la gestione della biodiversità nei siti della rete Natura 2000 attraverso strumenti
digitali condivisi.

Tra i protagonisti dell’iniziativa figura il Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-
Forestali (TESAF) dell’Università degli Studi di Padova, al quale sono affidate le

attività tecnico-scientifiche del progetto. Il Dipartimento contribuirà allo sviluppo di
un quadro metodologico condiviso tra Italia e Austria, definendo criteri e strumenti
capaci di raccogliere, classificare e interpretare i dati sulla biodiversità secondo un
approccio comune sui due versanti delle Alpi.


GLI OBIETTIVI
Il progetto affronta una criticità oggi centrale per la gestione di Natura 2000: la
disponibilità di molti dati, spesso però organizzati in formati diversi, non sempre
interoperabili e difficilmente confrontabili tra territori, enti gestori e amministrazioni.
In Italia, un riferimento importante è rappresentato dal format nazionale utilizzato
per organizzare le misure di conservazione dei siti Natura 2000, che collega in
modo strutturato il quadro conoscitivo, gli obiettivi di conservazione, le pressioni e
le minacce che interessano habitat e specie, e le relative misure di gestione.
In questa prospettiva, DiBioN2K non intende produrre soltanto nuovi dati, ma
soprattutto rendere più chiari, accessibili e utilizzabili quelli già disponibili.
Una migliore organizzazione delle informazioni può facilitare la rendicontazione
dei progressi compiuti nell’attuazione della Direttiva Habitat, migliorare il dialogo
tra enti gestori, Regioni, Province autonome e autorità nazionali e contribuire a
prevenire situazioni critiche che talvolta derivano non da reali carenze nella
gestione dei siti, ma da difficoltà nel trasferimento, nella tracciabilità e
nell’accessibilità dei dati necessari a documentare quanto effettivamente
realizzato.
Oggi, infatti, lo stesso habitat naturale può essere monitorato, valutato e descritto
con metodologie differenti nei due Paesi, rendendo complesso confrontare le

informazioni raccolte e costruire strategie comuni di conservazione. Il contributo
scientifico del TESAF sarà orientato a superare questa frammentazione, mettendo
a punto metodi e strumenti digitali interoperabili capaci di integrare dati provenienti
da monitoraggi ambientali, cartografie, piani di gestione, uso del suolo e studi
scientifici.
“Il lavoro partirà quindi dalla struttura nazionale italiana per l’organizzazione degli
obiettivi e delle misure di conservazione dei siti Natura 2000, mettendola in
relazione con gli strumenti tecnici e amministrativi adottati nei diversi contesti
territoriali austriaci – spiega il professor Tommaso Sitzia, referente del progetto per
il TESAF -. L’obiettivo non è uniformare forzatamente sistemi diversi, ma costruire
una corrispondenza tecnica tra concetti equivalenti: habitat e specie di interesse
comunitario, pressioni e minacce, obiettivi di conservazione, target, misure,
responsabilità attuative e monitoraggio dei risultati”.
La scelta del TESAF come partner scientifico nasce dall’esperienza maturata dal
Dipartimento nella ricerca applicata ai sistemi agro-forestali, all’ecologia del
paesaggio, al monitoraggio ambientale, alla conservazione di habitat e specie
della Direttiva Habitat e allo sviluppo di strumenti digitali per l’integrazione di
banche dati ambientali.
IL KICK OFF
Il kick-off meeting ha rappresentato il primo momento di confronto tra i partner
italiani e austriaci. Nel corso dell’incontro sono state presentate le attività di
competenza di ciascun soggetto coinvolto, definiti gli aspetti organizzativi e
condiviso il programma di lavoro che guiderà i prossimi 26 mesi di progetto.
L’incontro si è concluso con una visita all’Orto Botanico dell’Università di Padova,
luogo simbolo della ricerca botanica e ambientale a livello internazionale.
Il partenariato è guidato dal Circolo Cultura e Stampa Bellunese e riunisce, oltre al
Dipartimento TESAF dell’Università degli Studi di Padova, l’E.C.O. Institute for
Ecology di Klagenfurt. Partecipano inoltre, in qualità di partner associati, Veneto
Agricoltura e i Comuni di Alpago, Tambre, Chies d’Alpago e Fregona, coinvolti
nella sperimentazione delle attività progettuali nell’area della Foresta del
Cansiglio.

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