Pordenone, processo e rogo in piazza per la Vecia

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di Greta Narduzzi

Piassa XX Settembre la xe pronta. Anche quest’anno infatti, il 12 marzo alle ore 20 nella piazza principale di Pordenone si sono svolti il processo satirico e il rogo di mezza quaresima alla “vecia”, organizzati dalla Propordenone con il patrocinio del Comune di Pordenone. Le radici di questa tradizione affondano già all’antica Roma. Duemila anni fa, il 15 e il 16 marzo, i Romani già celebravano il “Festum Annae Perennae” e i riti del “Mamuralia”, in cui una figura simbolica veniva processata e allontanata per portare con sé le sventure della comunità. Allo stesso modo i Celti accendevano falò e bruciavano fantocci rappresentanti il passato. Il Medioevo cristiano reinterpretò queste usanze, trasformando questo fantoccio pagano nel simbolo popolare del male: la vecchia strega. In pordenonese, la “vecia” rappresenta l’inverno all’imbrunire, le disgrazie passate, i peccati collettivi da eliminare e bruciare. Bruciare la “vecia” è quindi un atto simbolico, ma di natura magica e superstiziosa per la comunità: la miseria, la fame, le sofferenze vengono allontanate grazie a questo rito pagano che riecheggia di storia millenaria. Allo stesso tempo, il rogo ha un’importante funzione propiziatoria di augurio per l’imminente primavera.

Nella forma pordenonese, la tradizione ha assunto sfumature ancora più interessanti: il processo “dea vecia” ha avuto un collegio giudicante, difesa e accusa, ma si è concluso come sempre con la sua condanna al rogo. Il tutto ovviamente in dialetto, e senza risparmiare ironia e commenti sui personaggi pubblici e le notizie del pordenonese. Il tema di questa edizione, realizzato con un fantoccio realizzato dal pittore pordenonese Giorgio Altio, è la “Vecia Trampista”: rappresenta le magagne dell’anno passato con un doppio senso in bilico fra i trampoli del carnevale e il cognome del presidente americano Donald Trump, tornato protagonista delle ultime notizie mondiali. Accanto ai doppi sensi internazionali, il processo non ha risparmiato la politica locale, il sindaco Alessandro Basso e le opere avviate in città sotto la nuova amministrazione. Tra i politici presenti, qualcuno ha riso, qualcuno ha storto la bocca.

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