Rovigo, al Teatro Sociale il premio ‘100 petali per Maria Callas’

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Lunedì 15 giugno, nella sala presidenziale del Teatro dell’Opera di Roma, l’assessore alla Cultura
Erika De Luca e il direttore artistico del Teatro Sociale di Rovigo Edoardo Bottacin, hanno ritirato il
Premio “100 Petali per Maria Callas”.
La medaglia ideata dal designer Christian Faes e realizzata in bronzo argentato con l’antica tecnica
della cera persa, impreziosita da uno smalto rosso, è il prestigioso riconoscimento che il Festival
Internazionale Maria Callas di Verona ha ideato in occasione del centenario della nascita del grande
soprano, destinato a cento eccellenze (tra artisti, intellettuali, imprenditori, enti) tra cui la nostra
istituzione di alta cultura, teatro di tradizione, che ha ospitato Maria Callas nella sua straordinaria
carriera.
Un premio per celebrare l’impegno dei teatri italiani nella valorizzazione dell’eredità artistica della
Divina.
“Questo riconoscimento – dichiara l’assessore De Luca -, è motivo di grande orgoglio per la nostra
città e per il Teatro Sociale, che da sempre rappresenta un punto di riferimento per la cultura e la
musica a Rovigo. Ricevere la medaglia celebrativa dedicata a Maria Callas significa entrare a pieno
titolo nella storia della lirica italiana e rafforzare il nostro impegno nella promozione delle arti e del
nostro Teatro come fulcro centrale della cultura cittadina e non solo”.
“Essere tra i teatri scelti per questo importante tributo – aggiunge il direttore Bottacin -, è un onore
che condividiamo con tutta la comunità rodigina. Il Teatro Sociale continuerà a custodire e valorizzare
la memoria di Maria Callas, offrendo al pubblico spettacoli di qualità e sostenendo i giovani talenti.
Un ringraziamento al Festival Internazionale Maria Callas e a chi ha reso possibile questo prestigioso
riconoscimento, confermando il ruolo centrale del Teatro Sociale nella vita culturale della città e del
Paese”.
Il legame storico tra Maria Callas e il Teatro Sociale di Rovigo risale alla Stagione di Fiera del
1948 quando la Divina calcò il palcoscenico rodigino interpretando il ruolo di protagonista nell’Aida
di Giuseppe Verdi, sotto la direzione del maestro Umberto Berrettoni. Con lei nel cast: Myriam
Pirazzini Amneris, Roberto Turrini Radames, Enzo Viaro (baritono lendinarese) Amonasro, Andrea
Mongelli Ramfis, Romeo Morisani il Re. La Stagione di Fiera del ’48 iniziò il 18 ottobre e fu a cura di
Dino Stefani, direttore artistico di straordinario fiuto e competenza che correva su e giù per l’Italia a
scritturare prime parti orchestrali e i migliori cantanti che venivano a Rovigo a cachet molto bassi
grazie all’amicizia e devozione nei suoi confronti. Per esempio nel ’44 debuttò la Tebaldi che nel ’48
(la stessa Stagione di Aida), assieme a Mario Del Monaco, fu protagonista in Andrea Chénier. Ciò
significa che il Sociale di Rovigo era sempre attento ai nuovi astri nascenti, peculiarità che segna tutto
il suo mandato dal 1904 (anno della ricostruzione dopo l’incendio) ad oggi e che lo ha fatto diventare
uno dei 29 teatri di tradizione italiani.

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