Rovigo, vasta operazione contro il traffico di stupefacenti coordinata dalla procura: 9 misure personali

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Il Procuratore della Repubblica di Rovigo, Dott.ssa Manuela Fasolato, unitamente alla Guardia di Finanza di Vicenza e alla Questura di Rovigo, comunica che nell’ambito di procedimento penale iscritto dalla Procura della Repubblica di Rovigo a carico di noti per i reati, in ipotesi accusatoria, di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti di cui all’ art. 73 del D.P.R. 309/1990, contestati in continuazione e concorso, per alcune ipotesi con aggravante della ingente quantità, nonchè per un indagato per il reato in ipotesi accusatoria di accesso indebito di dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti, di cui all’art. 391-ter c.p., con contestazione di recidiva specifica infraquinquennale per alcuni indagati, è stata data esecuzione su delega della Procura di Rovigo da parte di Guardia di Finanza di Vicenza e Squadra Mobile di Rovigo in data 6/5/26 a ordinanze di misure cautelari richieste dalla Procura della Repubblica di Rovigo ed emesse dal Giudice delle indagini preliminari di Rovigo .
In particolare in data odierna 6 maggio, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vicenza e personale della Squadra Mobile della Questura di Rovigo, coordinati dalla Procura della Repubblica di Rovigo, hanno eseguito 9 misure cautelari personali, di cui 4 in carcere, 4 agli arresti domiciliari e 1 obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria – per i suddetti reati, in ipotesi accusatoria, previsti dall’art. 73 D.P.R. n. 309 del 1990 (Traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti) e 391 ter c.p. (Accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti) – emesse su richiesta della Procura della repubblica di Rovigo dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Rovigo, al termine di un’articolata attività di indagine a contrasto del traffico di sostanze stupefacenti condotta tra il 2024 e il 2025.
Le predette misure sono state eseguite all’esito degli interrogatori preventivi dei soggetti indagati- previsti dall’art. 291 c. 1-quater c.p.p., introdotto dalla Legge 9 agosto 2024, n. 114 – che si sono tenuti, in data 29 aprile presso il Tribunale di Rovigo, previa notifica avvenuta il 23 aprile u.s..
Le investigazioni – avviate nel 2024 all’indomani dell’arresto in flagranza di reato da parte del Gruppo della Guardia di Finanza di Vicenza, di un soggetto algerino trovato in possesso di oltre 7,7 kg di sostanze
stupefacenti tra cocaina e hashish nella città di Vicenza – hanno consentito, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Rovigo, di disarticolare una rete di soggetti aventi, quale baricentro, un soggetto albanese, in ipotesi accusatoria, dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Quest’ultimo, durante il periodo di permanenza presso la Casa Circondariale di Rovigo ove è tuttora ristretto,
è riuscito, secondo la contestazione dei reati in ipotesi accusatoria, grazie alla disponibilità di un telefono
cellulare clandestinamente detenuto all’interno della propria cella, a mantenere costanti contatti con l’esterno, gestendo di fatto una rete di distribuzione di hashish e cocaina che coinvolge prevalentemente le province di Rovigo, Vicenza, Padova e Treviso, avvalendosi della collaborazione di complici, sia albanesi che italiani.
L’indagato, infatti, grazie all’ausilio di piattaforme di messagistica criptata, ove si presentava con pseudonimo, è stato in grado di mettere in contatto fornitori ed acquirenti, curando gli aspetti relativi alla definizione del prezzo di vendita e alla logistica e svolgendo un’attività di intermediazione che ha favorito la compravendita di sostanze stupefacenti per oltre 85 kg e dei correlati passaggi di denaro contante per un importo totale pari acirca 90.000 euro.
L’attività di indagine, sviluppata dagli investigatori del Gruppo della Guardia di Finanza di Vicenza e della
Squadra Mobile rodigina attraverso l’esecuzione di appostamenti, pedinamenti e attività tecniche, ha
consentito di raccogliere elementi probatori che hanno condotto la Procura della Repubblica di Rovigo a
richiedere l’applicazione di più misure cautelari personali, che il Giudice per le Indagini Preliminari del
Tribunale di Rovigo ha emesso in tali termini : 4 in carcere, 4 agli arresti domiciliari e 1 obbligo di
presentazione alla polizia giudiziaria.

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