Sarmeola, le ricette di Stefani e Manildo per il Veneto in un confronto pubblico

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Si è svolto, al Teatro Opsa di Sarmeola, il dibattito elettorale per la presidenza della Regione Veneto, con la partecipazione dei candidati Alberto Stefani e Giovanni Manildo che hanno presentato le proprie proposte su ambiente, sviluppo, sanità, politiche sociali e immigrazione.

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Ambiente e mobilità

Stefani ha illustrato interventi per la rigenerazione urbana, con accesso ai finanziamenti regionali a sostegno degli enti locali, e ha proposto incentivi per le imprese che adottano pratiche sostenibili. Ha posto l’accento sulla mobilità sostenibile, con la creazione di una “Carta Veneto” per tariffe sociali dedicate ai giovani e sul completamento dei bacini di laminazione già previsti per fronteggiare il dissesto idrogeologico. Ha inoltre menzionato campagne di sensibilizzazione nelle scuole sui temi ambientali e dei rifiuti.

Manildo ha sottolineato la necessità di ridurre la cementificazione e di sviluppare un sistema di trasporti integrato tra ferro e gomma, con biglietto unico, oltre a proporre alleanze con aziende private per la tutela ambientale e vasche di contenimento dell’acqua.

Natalità, invecchiamento e immigrazione

Stefani ha evidenziato il tema dell’invecchiamento della popolazione e della diminuzione dei nuovi nati, proponendo politiche di invecchiamento attivo, telemedicina, case di comunità, assunzioni di medici e infermieri, servizi per la prima infanzia, housing sostenibile per coppie con figli e gestione delle scuole paritarie.

Manildo ha puntato sull’attrattività della regione per i giovani, con politiche abitative mirate, stipendi adeguati nei primi anni di carriera, asili nido gratuiti, alleanze tra Regione, terzo settore e volontariato e garantire abitazioni sicure e condivise per gli anziani.

Spopolamento delle aree interne

Stefani ha proposto sviluppo infrastrutturale, concessioni autostradali, politiche di area vasta con dirigenti condivisi tra piccoli comuni, servizi territoriali di sanità e sociale, insediamento industriale e riduzione della burocrazia, oltre al collegamento tra università e imprese tramite “l’ecosistema 2030”.

Manildo ha sottolineato l’importanza del potenziamento del sistema ferroviario per le aree interne, dell’efficientamento degli edifici pubblici e della sanità territoriale, con aumento dei medici di base.

Sanità

Stefani ha evidenziato la necessità di innovare la sanità, con l’ATS come incubatore di coprogettazione con il terzo settore, e ha posto l’accento sull’uso della tecnologia per migliorare l’accesso ai servizi ospedalieri e ai pronto soccorso.

Manildo ha ribadito la richiesta allo Stato di destinare il 7% del PIL alla sanità, un piano straordinario di assunzioni, la mappatura dei bisogni territoriali e il sostegno ai sindaci per una gestione più efficace delle risorse.

Sviluppo economico e occupazione

Stefani ha puntato sulla formazione tecnica e professionale, sull’inserimento dei giovani nelle imprese già durante il percorso scolastico, sul credito da Veneto Sviluppo, sul collegamento tra università e imprese, sulla valorizzazione dei distretti commerciali e sulla semplificazione burocratica.

Manildo ha proposto la creazione di un Politecnico, lo sviluppo dell’innovazione tecnologica, la creazione di reti tra imprese e università, retribuzioni dignitose per i giovani e alleanze tra associazioni di categoria e formazione tecnica.

Povertà e politiche sociali

Stefani ha evidenziato l’importanza di un coordinamento tra Regione e enti locali con monitoraggio delle risorse comunali, sportelli sociali e utilizzo dei fondi europei per servizi alla prima infanzia.

Manildo ha proposto un salario minimo, una legge per far uscire le persone dalla povertà e un ruolo sinergico tra comuni e Regione con attenzione anche alla ristrutturazione di edifici ATER per favorire l’accesso alla casa.

Immigrazione

Stefani ha indicato la necessità di erogare sostegno a chi è realmente richiedente asilo o intende stabilirsi nel territorio, considerandola una risorsa per il mondo imprenditoriale.

Manildo ha proposto modifiche alla legge Bossi-Fini, politiche di coesione, integrazione abitativa e formazione lavorativa.

Il dibattito ha evidenziato approcci diversi: mentre Manildo ha sottolineato interventi mirati e immediati, Stefani ha proposto un modello strategico, integrato e lungimirante con l’obiettivo di costruire un Veneto moderno, sicuro e vicino ai cittadini.

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