Inaugurata al Museo Friulano di Storia Naturale di Udine la mostra temporanea “Trofei d’Oltremare. Una storia da riscrivere”, un percorso espositivo che propone una rilettura critica delle collezioni zoologiche, etnografiche, fotografiche e documentarie conservate dal Museo, mettendo in evidenza le relazioni tra ricerca scientifica, dominio coloniale, sfruttamento delle risorse e propaganda culturale.
L’esposizione, che sarà aperta al pubblico dal 7 luglio al 22 novembre 2026, segna un passaggio particolarmente significativo per il Museo di via Sabbadini: almeno per tutta la durata della mostra, la struttura torna infatti a essere visitabile con regolari orari di apertura, dopo 25 anni di chiusura al pubblico. Saranno fruibili le sale al piano terra dell’edificio dell’ingresso e il giardino con le 14 postazioni didattiche.
Il percorso affronta il tema della caccia grossa non come semplice avventura esotica, ma come espressione del dominio imperiale; approfondisce inoltre il rapporto tra scienza ed economia, il ruolo svolto dai musei nella costruzione di immaginari e strumenti di propaganda durante il periodo coloniale.
“Oggi è un momento importante perché, pur non essendo completato il recupero dell’area, torna a essere visitabile con degli orari di apertura un museo in piena attività, capace di esplorare in modo innovativo la dimensione scientifica del nostro territorio”, sottolinea l’assessore alla Cultura Federico Pirone. “Questa è una mostra coraggiosa. Per molto tempo non ci siamo interrogati fino in fondo su un patrimonio molto ampio; oggi lo facciamo tentando di ricostruire un periodo storico drammatico come quello coloniale, legato al fascismo e ad un’idea di dominio su popoli giudicati inferiori. L’Italia e l’Europa hanno depredato risorse, anche naturali, sottraendole a comunità e popoli che avevano il diritto di conservarle. Il colonialismo è stato uno dei fenomeni più violenti della nostra storia, spesso raccontato con leggerezza, ma il nostro Paese si è macchiato a tutti gli effetti di crimini contro l’umanità. Complici o testimoni? Questa mostra consente di capovolgere lo sguardo e la narrazione, come stanno facendo molti musei in Europa, confermando che Udine è presente in questo lavoro di riflessione e responsabilità”.
La mostra nasce da un profondo lavoro di riordino dell’Archivio Ardito Desio e dallo studio dei materiali e dei documenti che compongono le collezioni. “Abbiamo costruito un’esposizione sfidante, che invita con delicatezza a osservare in modo diverso ciò che abbiamo sempre visto del nostro passato e chiede ai visitatori di confrontarsi con esso”, spiega la direttrice del Museo Friulano di Storia Naturale Paola Visentini. “Una parte importante del percorso è dedicata infatti alla collezione di Vittorio Tedesco Zammarano, che praticò la caccia grossa tra il 1912 e il 1925 in Somalia. Ogni animale può raccontare storie diverse che non riguardano solo la biodiversità africana, ma anche il nostro rapporto storico con quei territori. La documentazione fotografica, cinematografica e letteraria riguardante la caccia grossa mostra, inoltre, come queste raccolte fossero parte di una più ampia propaganda coloniale, che questa esposizione aiuta a comprendere”.
Il Museo sarà aperto dal martedì al venerdì dalle 14 alle 18 e il sabato con orario continuato dalle 10 alle 18. L’ingresso alla mostra sarà gratuito in via sperimentale. Sono inoltre previste visite guidate gratuite, con prenotazione obbligatoria, nelle giornate del 9, 16, 23 e 30 luglio, alle ore 18.
Per informazioni e prenotazioni è possibile scrivere a info.mfsn@comune.udine.it.








