Venezia, storia regionale in Costituzione e difesa sempre legittima: lanciata in Laguna la raccolta firme delle proposte di legge di iniziativa popolare

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E’ stata ufficialmente presentata a Palazzo Ferro Fini di Venezia, sede del Consiglio Regionale del Veneto, la raccolta di firme per le 5 proposte di legge di iniziativa popolare che erano state depositato in Cassazione a fine ottobre.promosse da diverse forze politiche e anime. Ad illustrarle alcuni dei principali proponenti: daRoberto Castelli, ex Guardasigilli e Segretario Politico del Partito Popolare del Nord, a figure di riferimento del Veneto autonomista e indipendentista quali Davide Lovat (ora Consigliere in Veneto con Resistere di Riccardo Szumski), e gli ex parlamentari Paolo Franco e Corrado Callegari (ora leader di Prima il Veneto), a Francesca Losi, consigliere comunale PPN a Pontida.
SCUOLA, IDENTITÀ e INSEGNAMENTO DELLA STORIA REGIONALE
Modifica dell’art. 9 della Costituzione per introdurre lo studio della Storia delle nostre Città,
Province e Regioni, radice dell’identità personale e collettiva, troppo spesso dimenticata dai
programmi ministeriali (segue dettaglio)
Riccardo Szumski, Presidente di RESISTERE: “Non siamo qui a scaldare la sedia. Il problema
identitario nella scuola statale esiste. Programmai di storia completamente inadeguati in un mondo
diventato piccolo, ma noi siamo le nostre radici. A maggior ragione, in mondo globale e a-polide,
bisogna dare una risposta fortemente culturale e identitaria”. Davide Lovat, Consigliere regionale
di RESISTERE: “Identità storica è una scommessa in positivo sul futuro, è una risposta
arricchente e inclusiva nelle nostre comunità cittadine e territoriali. Non solo, la cultura genera
identità, e l’identità genera economie e attrattività territoriale. E’ un asset strategico”.
Francesca Losi, prima firmataria dell’iniziativa di legge popolare sulla scuola, Consigliere
Comunale a Pontida: “Oggi è una giornata storica, attesa da generazioni di autonomisti. Una
battaglia per troppo tempo schivata dai Partiti che avrebbero dovuto combatterla. Senza identità
storica i nostri figli diventano moltitudine, omologati verso il basso. La Storia Regionale portata a
principio costituzionale, nell’art 9, è la base per il sentimento di cittadinanza e appartenenza. Urge
un lavoro di revisione storiografica e bibliografica dei libri adottati nelle scuole della Repubblica”

All’art. 9 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il secondo comma, è aggiunto il seguente: «Nella definizione delle linee generali
dell’istruzione e della formazione scolastica di ogni ordine e grado, la Repubblica assicura la più
ampia valorizzazione dell’identità culturale e della storia delle Città, delle Province e delle Regioni
che la compongono, quale patrimonio spirituale e fondamento del sentimento di appartenenza e di
cittadinanza».
DETTAGLIO – La modifica dell’articolo 9 della Costituzione è finalizzata ad elevare al rango di
diritto costituzionale quello di conoscere la Storia della propria terra, come inalienabile diritto
personale e prepolitico, che costituisce la necessaria base per l’identità personale, il sentimento di
appartenenza e di cittadinanza. La Storia è innanzitutto quella della terra nella quale si nasce, si
vive, si prospera, si costruisce la propria famiglia e la propria vicenda personale: è la storia della
propria Città, della propria Provincia, della propria Regione: nel complesso scenario italiano, si
tratta di millenni di Storia sedimentata e complessa, che ha plasmato in maniera duratura il carattere
dei Popoli che vivono in Italia. Attraverso la Storia delle nostre Regioni può essere narrata la Storia
mondiale di ogni epoca (guerre, conquiste, scoperte, fasi economiche, migrazioni, fenomeni sociali)
alla luce del suo concreto accadere nelle nostre terre. Il Sistema scolastico della Repubblica deve
pertanto ispirarsi al principio della sacralità dell’identità storica, e nella definizione delle linee
generali dell’istruzione e della formazione scolastica di ogni ordine e grado, la Repubblica deve
assicurare la più ampia valorizzazione dell’identità culturale e della storia delle Città, delle Province
e delle Regioni che la compongono
Dichiara Roberto Castelli, Ex Ministro della Giustizia e segretario federale del Partito Popolare del Nord: “Le iniziative di legge sulla difesa sempre legittima e l’inviolabilità del domicilio (connessa all’inviolabilità della persona) sonoprovvedimenti molto cari ai nostri Popoli e confidiamo di raccogliere le 50 mila firme necessarie.
Non sono leggi calate dall’alto ma raccolgono i desideri e la sensibilità della nostra gente”
LEGITTIMA DIFESA e INVIOLABILITÀ DEL DOMICILIO
Modifica dell’art. 14 della Costituzione per garantire che la casa torni ad essere davvero “il
castello inviolabile” di ogni cittadino e modifica degli art. 52 e 53 del Codice Penale
DETTAGLIO – La modifica dell’articolo 14 della Costituzione è finalizzata ad elevare al
rango di diritto costituzionale quello di difesa del domicilio del cittadino, quale luogo ove si
esprime primariamente la sua personalità. È dato notorio a livello generale ed inconfutabile
che l’abitazione di residenza – luogo in cui primariamente si declina il concetto di domicilio
– è per il cittadino il centro dei suoi interessi personali, familiari, culturali e spirituali; essa è
il luogo in cui egli cerca tranquillità e riposo dopo le incombenze quotidiane, in cui egli
coltiva i propri interessi culturali ed in cui conserva i beni a cui è più legato e, soprattutto,
l’abitazione è il luogo degli affetti familiari e dei ricordi più intimi. Il domicilio, dunque, non
è un semplice spazio, asettico ed avulso dalla persona, ma è “un tempio” pregno delle
esperienze di chi vi dimora, che catalizza in maniera massima i suoi affetti, interessi e
ricordi. Per tale ragione, la difesa del domicilio contro qualunque intruso che vi si sia
introdotto in violazione di legge merita certamente di essere elevato a valore primario dello
Stato, in quanto detta violazione integra un pregiudizio grave alla persona. Art 52 e 53
Codice Penale: la modifica dell’articolo 52 è tesa rafforzare la possibilità di esercizio

della legittima difesa: appare oltremodo opportuno che la sussistenza del requisito della
proporzionalità tra difesa ed offesa venga sempre presunto ex lege e iuris et de iure,
svincolando colui che deve difendere il proprio domicilio dagli aggressori dalla necessità di
effettuare valutazioni sulle dinamiche in atto che, per ragioni emotive e temporali, non sono
quasi mai umanamente pretendibili; la modifica dell’articolo 53 è tesa a meglio articolare
l’esimente in questione, al fine di ridurre il margine di opinabilità nel giudizio sulla condotta
del pubblico ufficiale che abbia dovuto ricorrere all’impiego di armi per respingere una
violenza.
VALORIZZAZIONE DELLE PROVINCE MONTANE
Modifiche dell’art. 114, 117 e 119 della Costituzione per dare voce e risorse ai territori che
custodiscono le radici autentiche d’Italia
DETTAGLIO – La proposta di legge costituzionale vuole riconoscere e tutelare
espressamente le Province montane, oggi in svantaggio strutturale. Richiama l’art. 44, co. 2
Cost. e mira a contrastare spopolamento e marginalità. Punta a rafforzare la solidarietà
territoriale e la rappresentanza democratica con elezione diretta degli organi provinciali.
Prevede un’autonomia finanziaria mirata, attribuibile dalle Regioni senza nuovi oneri per lo
Stato.
Le Province montane sarebbero individuate con legge della Repubblica, previo parere
regionale, sulla base di criteri non solo altimetrici ma anche demografici e socio-economici.
Modifica tre articoli della Costituzione: 114 (introduzione delle Province montane), 117
(competenza statale sulle regole elettorali), 119 (facoltà regionale di sostegno finanziario).
Dal 25 gennaio partirà la raccolta firme, subito dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Sarà possibile firmare anche online con SPID: una novità che rende questa battaglia più accessibile
a tutti.

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