Vicenza, Alberto Freato la forza di non mollare mai

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di Chiara Senni

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Il vicentino Alberto Freato, ha trasformato la sua vita in modo straordinario: dopo un lungo percorso di impegno e resilienza, ha tagliato il traguardo dell’Ultra Trail du Montblanc (UTMB), la più prestigiosa ultramaratona al mondo, realizzando un sogno coltivato con determinazione incrollabile. Nel 2015, Alberto si trovava in un momento critico: la salute compromessa e un corpo che faticava a reggere anche le sue amate giornate sulla neve. Sciare, una sua grande passione, era diventato difficile e la montagna sembrava allontanarsi. Decise all’ora di cambiare radicalmente, scegliendo di correre. L’UTMB con i suoi 175 km e quasi 10.000 m di dislivello rappresentava la vetta più ambiziosa, un sogno che è maturato nel tempo. Non era l’obiettivo che si era dato, ma strada facendo è diventato la sua ragione per non mollare. “Non volevo solo cambiare stile di vita, volevo ritrovare me stesso”. La montagna è sempre stata casa per lui: le giornate trascorse sugli sci, il silenzio dell’alta quota, i panorami magnifici hanno costruito un legame profondo con la natura che Alberto voleva ritrovare pienamente. Negli anni ha partecipato a decine di competizioni importanti come il Lavaredo Ultra Trail, il Dolomiti Ultra Trail e il Südtirol Ultra Skyrace, costruendo passo dopo passo la sua forza fisica e mentale. Accanto allo sci e alla corsa un impegno costante su alimentazione, allenamenti e preparazione mentale che hanno accompagnato ogni tappa del suo percorso con l’obiettivo finale sempre più chiaro davanti agli occhi. Il 31 agosto 2025, dopo quasi 40 ore di corsa interrotta, Alberto ha tagliato il traguardo dell’UTMB 2025 coronando così un sogno lungo 10 anni. “Ogni metro percorso era la somma di tutti i sacrifici, delle rinunce, della fatica di questi anni. È stata la mia rivincita” confida. Durante la gara, il pensiero di suo padre Enrico, grande amante della montagna e scomparso prematuramente, non lo ha mai abbandonato. “Papà tifava da lassù e ogni passo era anche per lui” dice Alberto con commozione.

Freato non è stato solo in questa impresa. Il suo team Runfast è stato fondamentale punto di riferimento emotivo e di supporto nei momenti di difficoltà. “Ogni brodo caldo, ogni cambio vestiti, ogni abbraccio… è stato quello che mi ha fatto andare avanti” ricorda Alberto. Oltre alla squadra, il sostegno quotidiano di madre, sorella, compagna e delle nipoti ha rappresentato una fonte inesauribile di forza e motivazione. La loro presenza costante, fatta di piccoli gesti e grandi incoraggiamenti è stata determinante per superare le difficoltà più dure. “La vera forza è quella che arriva dalle persone che ti stanno vicino”, sottolinea Alberto.

Tagliare quel traguardo, non è stato un punto d’arrivo, ma l’inizio di una nuova sfida. “Ora scarichiamo le gambe, ma la mente è già al prossimo obiettivo”, scherza, mostrando la determinazione che lo contraddistingue. Dietro a questa battuta, si legge la vera anima di Alberto: quella di chi non smette mai di credere anche quando tutto sembra impossibile. La sua storia dimostra che ogni cambiamento è possibile se si ha la volontà e il supporto giusto perché non importa da dove parti: l’importante è avere il coraggio di fare il primo passo. E poi un altro. E poi un altro ancora. Questo è il suo messaggio per chiunque abbia davanti a sé una montagna da scalare, reale o metaforica.

La storia di Alberto Freato è una testimonianza concreta che la resilienza non è solo la capacità di resistere, ma la forza di rialzarsi ogni volta più determinati. Il suo percorso è uno stimolo a non arrendersi mai perché qualunque sia la sfida il coraggio di perseverare può trasformare ogni sogno in realtà.

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