Più cure palliative, maggiore assistenza alle persone fragili e un sostegno concreto alle famiglie. È la posizione con cui Noi Moderati Vicenza interviene nel dibattito sul fine vita, oggi al centro del confronto anche nella sede regionale del Veneto. La segreteria provinciale richiama l’identità del partito, forza liberale, popolare e riformista radicata nei valori della dottrina sociale cattolica e pone al centro la dignità della persona in ogni fase della vita. Una prospettiva che, secondo Noi Moderati, non coincide con l’accanimento terapeutico, ma con il dovere di assicurare cure, ascolto e accompagnamento a chi affronta una malattia grave o terminale.
“Rispettare la persona significa rispettarne le volontà, evitare trattamenti inutili e garantire un rapporto di fiducia con medici e familiari”, afferma Chiara Senni, segretaria provinciale di Noi Moderati Vicenza. “Ma prima di discutere decisioni irreversibili dobbiamo verificare se quella persona ha avuto davvero accesso alle cure, all’assistenza e al sostegno di cui aveva bisogno.”
Il partito chiede alla Regione Veneto e alle istituzioni locali di rafforzare la rete delle cure palliative, la terapia del dolore, gli hospice e l’assistenza domiciliare. L’attenzione viene posta anche sul ruolo dei caregiver, spesso chiamati a gestire da soli un carico rilevante dal punto di vista emotivo, economico e organizzativo.
Noi Moderati Vicenza esprime inoltre preoccupazione per il rischio di burocratizzare il suicidio assistito. Il timore è che la mancanza di servizi, l’isolamento o la paura di essere un peso possano incidere sulle decisioni delle persone più fragili.
“La nostra posizione non vuole giudicare o semplificare la sofferenza di nessuno”, conclude Senni. “Chiediamo però che la politica costruisca alternative reali: più cure, più vicinanza e più aiuto alle famiglie. La libertà della persona non può essere confusa con la solitudine








