Il 13 agosto 2025, con la sottoscrizione dell’Atto Costitutivo, è nata ufficialmente la Fondazione Turismo Padova, Terme e Colli Euganei.
La presentazione, avvenuta nella sede della Camera di Commercio di Padova, ha raccolto l’interesse di istituzioni, politici e associazioni di categoria.
L’obiettivo dichiarato è quello di coordinare le politiche di promozione turistica del territorio padovano, superando frammentazioni e campanilismi che da anni ne frenano la crescita.

Se da un lato la nascita della Fondazione è accolta con soddisfazione, dall’altro emergono perplessità sulla governance e sulle risorse economiche.
La Fondazione appare infatti Camera di Commercio-centrica, con l’Amministratore Delegato che coincide con il Segretario Generale della Camera e un capitale fondativo di 350 milioni interamente conferito dallo stesso ente.
Il rischio, denuncia il Comitato Pro Prato della Valle nella persona di Sebastiano Arcoraci presidente del Comitato già componente di Padova Fiere e Gianernesto Zanin già Presidente dell’Azienda di Promozione Turistica, è che i Comuni aderenti – da Padova all’area termale, dai Colli Euganei alla Saccisica – restino meri spettatori.
Secondo i critici, anche il sostegno promesso di 600mila euro annui dalla Camera di Commercio non basterebbe.
Tali risorse sarebbero appena sufficienti a mantenere la vecchia DMO (Destination Management Organization) e a coprire i costi del management, ma non a sostenere una vera promozione internazionale.
Le priorità indicate – data analysis, cicloturismo ed eventi nei piccoli centri – vengono giudicate troppo limitate per una città e un territorio che vogliono competere sul mercato turistico globale.
Le proposte che Arcoraci e Zanin avanzano, per dare respiro al progetto, riguardano il coinvolgimento del Comune di Padova, con almeno il 50% della tassa di soggiorno (circa 5 milioni annui). Non solo, ma è necessario l’ingresso della Regione Veneto, con una quota anche minima (10%), per dare un respiro regionale e internazionale al progetto e la partecipazione dei privati, sul modello francese e anglosassone, attraverso fondazioni bancarie, assicurative e operatori turistici globali. Non da ultimo è indispensabile un ruolo delle associazioni di categoria, come Confindustria Veneto Est, per coinvolgere le imprese del settore.
Senza uno statuto definitivo – che attende l’approvazione della Regione – e con le criticità di governance già emerse, la Fondazione appare un progetto ancora fragile.
La vera sfida sarà trasformare l’iniziativa in uno strumento capace di “fare sistema” e proiettare il turismo padovano, euganeo e termale su una scala realmente internazionale.
Lo dichiarano Sebastiano Arcoraci, già componente di Padova Fiere e Gianernesto Zanin già Presidente dell’Azienda di Promozione Turistica.